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In una Castelvetere gremita in ogni angolo e stretta in un unico, profondo abbraccio, si è svolto l’ultimo saluto a Domenico Sullo, il vice comandante della Polizia Municipale di Avellino scomparso improvvisamente che tutti, affettuosamente e con profondo rispetto, chiamavano semplicemente Comandante Mimmo.

Una notiziache a cui ancora tutti stentano a credere, perchè improvvisa, e perche il Comandante fino agli ultimi istanti della sua vita non ha mai smesso di lavorare. E nessuno mai avrebbe immaginato di doverlo salutare per sempre. 

Prima dell’arrivo del feretro in Chiesa per il rito funebre, un altro momento toccante è statto vissuto con la sosta del carro funebre davanti alla caserma dei Vigili Urbani. Qui, il solenne ricordo è stato scandito dal suono straziante e rispettoso delle sirene delle volanti accese, un ultimo omaggio dei colleghi al loro punto di riferimento.

E tanti colleghi, con in testa il Comandante Michele Arvonio, si sono ritorvati smarriti nella piccola Chiesa del paese d’origine di Sullo. C’erano tante istituzioni, dipendenti comunali, tutti anche a sorreggere la moglie Annarita con l’auspicio che tutto l’amore lasciato e donat da Mimmo possa diventare la sua forza. 

La cerimonia si è trasformata in un susseguirsi continuo e partecipe di ricordi e testimonianze, volti a rendere omaggio non solo al funzionario rigoroso, ma soprattutto all’uomo. Dalle parole di chi ha condiviso con lui anni di lavoro ed esperienze è emerso chiaramente quanto il suo approccio fosse guidato da una straordinaria sensibilità umana: “Dietro ogni pratica che lavorava, ogni autorizzazione che rilasciava, Mimmo sapeva c’era una persona. Una storia”.

Un attaccamento al dovere e alla propria terra mantenuto fino all’ultimo giorno, come è stato ricordato con commozione da tutti i presenti: Ti sei speso fino all’ultimo per Avellino. Per le Istituzioni. Grazie per quello che hai fatto”.

A caratterizzare la sua lunga carriera sono state doti rare come la fermezza, la tenacia e la pacatezza, unite a uno stile di vita e di lavoro sempre improntato alla riservatezza. Un profilo ricordato così dai colleghi e dai rappresentanti delle istituzioni: “Non avevi bisogno di apparire sotto i riflettori. Un lavoro sempre sobrio, ma efficace. Un riferimento per il Comando e le Istituzioni tutte”.

Con la sua scomparsa, la comunità di Castelvetere e la città di Avellino perdono un servitore dello Stato esemplare, il cui ricordo continuerà a vivere nei cuori di quanti ne hanno incrociato il cammino.

Ciao Comandante.