I commercianti salernitani ci riprovano. Sì, di nuovo. Come le mareggiate d’autunno, anche le associazioni di categoria tornano ciclicamente a bagnare le speranze di unità del commercio locale. Soprattutto se all’orizzonte c’è una scadenza fondamentale come il rinnovo del consiglio camerale, organismo ancora in grado di gestire fondi importanti . Nasce l’Associazione Commercianti Salerno, con tanto di slogan ottimista — “Uniti per il futuro del commercio” — un augurio che non si può non condividere alla luce delle difficoltà che sta vivendo un settore schiacciato tra grande distribuzione e e-commerce.
Alla guida, il veterano Sabatino Senatore ( già Confcommercio, poi Claai) , esperto di tentativi di aggregazione falliti spesso come le svendite di fine stagione: entusiasmo iniziale, poi tutto al ribasso. Ma va detto, la buona volontà non manca. Peccato che si parta col piede sbagliato — o meglio, con la cupola sbagliata.
Il logo, affidato all’intelligenza artificiale, immagina una Salerno in versione fantasy, dove il Duomo sfoggia una cupola mai vista nemmeno nei rendering più audaci dell’urbanistica comunale. Un piccolo errore di prospettiva, certo, ma simbolico: la città che si sogna diversa da quella reale.
Martedì 22 settembre, nella Sala del Gonfalone, la presentazione ufficiale. Ci saranno amministratori, sorrisi, e promesse di “fare rete”. Tutto molto bello, tutto molto già visto.
Perché a Salerno, più che un’associazione, servirebbe un miracolo: convincere i commercianti che l’unione non è solo una parola da mettere sotto un logo, ma un esercizio quotidiano di fiducia reciproca.
Nel frattempo, la cupola del Duomo resta dov’è: immaginaria. Ma almeno, grazie all’AI, è venuta bene.















