Salerno – L’appello del Governatore ai sindaci perché entro settembre “trovino siti di stoccaggio per il periodo di fermo del termovalorizzatore di Acerra” (vedi qui) non è passato inosservato a Legambiente. Il presidente campano Mariateresa Imparato dice: “Mancano più di tre mesi alla preventivata chiusura di Acerrra e l’immmobilità la fa da padrone. Tutti sapevano, tutti non hanno fatto nulla. Una continua ‘emergenza programmata’ a danno delle comunità. Ancora una volta, come da decenni, si registra incapacità politica di gestire il ciclo integrato dei rifiuti e quello non meno importante delle responsabilità. Unico ciclo che funziona è quello delle chiacchiere, dei proclami e dello scaricabarile. Siamo al paradosso, solo in Campania se da un lato non si riesce a gestire una chiusura programmata dell’inceneritore, dall’altra è ancora più grave che non si riescano a portare avanti politiche che permettano al ciclo di rifiuti di chiudersi, favorendo la realizzazione degli impianti di compostaggio. Questi impianti vanno pensati, progettati e realizzati bene, con processi partecipativi che coinvolgano le popolazioni locali, ma vanno fatti. La Regione su questo deve mettersi in gioco, accompagnando i processi,
coordinando le iniziative e mettendo in campo strumenti efficaci per la loro
realizzazione non solo lanciando appelli. Possibile che in Campania anche questo diventa straordinarietà? E nel frattempo la Campania è sotto l’incalzante sanzionamento da parte della Commissione Europea per le inadempienze in materia di gestione dei rifiuti, che occorre ricordare attinge dalle nostre tasche ad una velocità pari a ben 120.000 euro al giorno, la situazione è tutt’altro che confortante. Al 31 dicembre 2018 per tale motivo l’Italia ha pagato 151,64 milioni di Euro”.














