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Prima la presenza al presidio degli autotrasportatori, poi il passo indietro e la convocazione in Prefettura per fare il punto sulle conseguenze della protesta. In Irpinia il confronto si sposta sui possibili disagi per i cittadini, tra distributori di carburante a secco e mense scolastiche che rischiano di fermarsi. Al centro della riunione con il prefetto Franca Fico, la necessità di tutelare i servizi essenziali e garantire l’approvvigionamento dei beni di prima necessità.

Al termine dell’incontro in Prefettura, i sindaci hanno ricevuto rassicurazioni sull’impegno delle istituzioni a contenere le possibili ricadute della mobilitazione. Luigi Cella, primo cittadino di Salza Irpina, ha riferito che il prefetto si è impegnato, per quanto di propria competenza, a garantire la continuità dei servizi essenziali: “Dovrebbero iniziare ad arrivare i carburanti e i beni di prima necessità per la popolazione, qualora ce ne fosse bisogno” ha spiegato Cella, precisando che nel breve periodo non dovrebbero esserci particolari criticità. La situazione, tuttavia, sarà monitorata nei prossimi giorni, soprattutto alla luce della possibilità che la protesta prosegua fino al 27 ottobre.

Il sindaco di Salza Irpina ha anche espresso solidarietà agli autotrasportatori, sottolineando che la mobilitazione nasce dal malcontento per gli impegni che, secondo la categoria, non sarebbero stati rispettati dal governo.

Gerardo Galdo, sindaco di Pratola Serra e autotrasportatore, ha sottolineato la necessità di distinguere il ruolo istituzionale da quello di lavoratore del settore, alle prese con una crisi che rischia di coinvolgere l’intera comunità. “Purtroppo ho una duplice veste e, in alcuni casi, questo mi mette in difficoltà. Come autotrasportatore, stiamo vivendo una situazione drammatica, con conseguenze che si ripercuotono su tutta la filiera e su tutti i cittadini“, ha dichiarato.

Galdo ha quindi invocato un intervento immediato del governo, chiedendo di anticipare il confronto con la categoria: “Il tavolo deve essere convocato non il 27 ottobre, ma già da domani”. Per il sindaco è fondamentale coinvolgere anche i lavoratori che partecipano direttamente alla protesta: “C’è una frattura tra chi rappresenta le organizzazioni degli autotrasportatori e la base della categoria”.

Nel suo intervento non è mancata una critica al ministro dei Trasporti Matteo Salvini: “Credo che abbia ormai perso credibilità su questa vicenda”. Galdo ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire il passaggio dei mezzi che trasportano medicinali, carburanti e beni indispensabili, invitando i manifestanti a evitare imprudenze.

“Quando in Italia si ferma l’autotrasporto, si ferma il Paese”, ha concluso, spiegando di essersi recato al presidio per circa dieci minuti nella veste di trasportatore, senza indossare la fascia tricolore, per comprendere le difficoltà dei colleghi e contribuire a mantenere la calma.