E’ ancora in corso la Direzione provinciale del Partito Democratico di Avellino, con l’obiettivo — tutt’altro che semplice — di sciogliere il nodo sul candidato sindaco del cosiddetto “campo largo”. Un confronto acceso, a tratti teso, che conferma come la sintesi seppur dovesse arrivare dopo settimane di trattative, pare più di facciata che di reale accordo.
La maggioranza dem che fa riferimento al consigliere regionale Maurizio Petracca,fallito il tentativo della candidatura civica dell’imprenditore Walter Giordano, ha proposto il nome dell’avvocato Nello Pizza, figura che nelle scorse ore sembrava poter rappresentare un punto di convergenza tra le diverse anime della coalizione. Una candidatura che, almeno sulla carta, appare capace di tenere insieme le varie sensibilità politiche, ma che nel corso della discussione ha mostrato crepe significative, segno di un consenso tutt’altro che consolidato.
A rimescolare ulteriormente le carte è stato l’intervento di Tonino Gengaro, riferimento delll’area Schlein che ha proposto il nome di Francesco Todisco come possibile alternativa. Una proposta che ha riaperto il confronto e messo in evidenza come, all’interno del partito e della coalizione, non esista ancora una linea condivisa.
Particolarmente significativo è stato proprio l’intervento di Todisco, che ha posto una questione politica di fondo: se la candidatura di Pizza non è realmente unitaria, allora non può essere semplicemente lanciata nel calderone senza una riflessione approfondita. Già alle amministrative del 2018 lo stesso Pizza fu di fatto “scaricato” al ballottaggio favorendo la vittoria del pentastellanto Ciampi, lasciando strascichi politici ancora oggi evidenti.
Todisco ha sottolineato, in particolare, come le decisioni non possano sempre essere calate dall’alto, invitando i membri della Direzione a una valutazione più lucida e meno condizionata da logiche contingenti.
Todisco ribadisce di essere disposto a fare un passo indietro rispetto alla proposta di candidatura arrivata da una parte del partito, oltre che dai partiti di Sinistra, solo dinanzi ad una vera sintesi, appoggiando con convinzione il candidato- unitario- votato in Direzione.. Altrimenti, non esclude, di correre autonomamente.
Si attende la votazione
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