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Montoro, una richiesta precisa, quella inviata dal sindaco Carratù, alla Regione Campania sul programma strategico di riqualificazione ambientale e contrasto al rischio idraulico del Bacino del Fiume Sarno.

La missiva è stata inoltrata all’assessore regionale Ambiente, Claudia Pecoraro e al responsabile dell’UOD “Risanamento ambientale del bacino idrografico del fiume Sarno” , Roberto Vacca.

Importanti le perplessità espresse dal primo cittadino sul piano strategico, ripreso dall’Ente Regionale dopo oltre 10 anni e calato sui territori senza alcuna forma di dialogo e confronto con le comunità.

Gli stessi enti locali sono venuti a conoscenza della gara a procedura aperta telematica, con scadenza settembre 2026, direttamente dai media.

I cittadini di Montoro, attualmente, si aspettano dettagli certi su diverse emergenze ambientali del territorio più volte segnalate all’Ente Regione quali: l’intervento sulle vasche di laminazione alla frazione Celzi di Forino che non prevede il recapito finale sul territorio montorese, privo, attualmente, di un adeguato sistema di regimentazione delle acque per quanto attiene l’alveo dei canali e del sistema fognario comunale gestito da COGEI.

Situazione simile alla proposta progettuale per il convogliamento e lo smaltimento in sicurezza delle acque superficiali del Rio Laura con un recapito proporzionato ai canali del Consorzio di Bonifica Agro Nocerino Sarnese teso ad evitare danni a cose e persone.

E in ultimo le vasche di laminazione, presenti alla frazione di Misciano, mai consegnate dal Commissariato di Governo, colme di detriti e materiale di risulta mai rimossi da ente ed organismi deputati, e sulle quali non è mai stato effettuato un minimo intervento di manutenzione, mettendo a rischio l’area PIP e il vicino raccordo autostradale A2 SA – AV.

Il progetto della Regione Campania per il Bacino del Fiume Sarno è incentrato sul territorio di Montoro con la realizzazione di ben due vasche di laminazione nelle località di Chiusa e San Bartolomeo, destinate a sottrarre terreno agricolo ai territori per la creazione di strutture di contenimento delle acque, mentre la bonifica del Torrente Solofrana resta in attesa, senza mai partire. Lo dimostrano le continue denunce di amministratori locali, associazioni e singoli cittadini sullo stato delle acque.

La Regione Campania non può ignorarci, non può calare dall’alto l’ennesima progettualità senza guardare alle serie problematiche ambientali del nostro territorio. Con i territori bisogna confrontarsi evitando fughe in avanti. La politica è dialogo, non corsa alla realizzazione di un progetto che muterà profondamente i nostri territori – commenta il sindaco Carratù- come Amministrazione Comunale metteremo in atto tutte le azioni amministrative e giudiziarie utili per farci ascoltare. E’ arrivato il momento come comunità di sviluppare un’idea comune di difesa del territorio, non esistono colori politici nella protezione dei nostri territori e delle nostre comunità.