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 Il suo cuore ha smesso di battere domenica pomeriggio in un letto dell’ospedale “Moscati” di Avellino, appena quarantotto ore dopo un’aggressione e un primo ricovero  sempre nello stesso nosocomio, finito con le dimissioni.
La morte di Giuseppe Laudati, 71 anni, maresciallo dei Carabinieri in congedo,  ha una serie di punti oscuri che intanto vede nel registro degli indagati della Procura già tre persone.

Laudati, da tempo residente in Lombardia, era rientrato da pochi giorni nel suo paese di origine, Forino, per trascorrere un periodo di riposo. Un soggiorno che si è trasformato in tragedia a seguito di quanto accaduto nella mattinata di venerdì scorso,quando il settantunenne è rimasto coinvolto in un duro scontro con il vicino quarantenne per questioni di confini tra i rispettivi terreni agricoli.

Dopo l’aggressione subita durante il litigio, Laudati era stato accompagnato al Pronto Soccorso del “Moscati” per le cure del caso e successivamente dimesso. Nelle ore successive, tuttavia, le sue condizioni di salute sono improvvisamente peggiorate, rendendo necessario un secondo ricovero d’urgenza. Un precipitare di eventi che si è concluso tragicamente domenica con il decesso.

Per chiarire cosa sia davvero accaduto, la Procura di Avellino – con l’indagine coordinata dal sostituto procuratore Ginevra Guacci e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Baiano e della Stazione di Forino – ha iscritto nel registro degli indagati il vicino di casa e due medici dell’ospedale. 

L’avviso di garanzia costituisce un atto dovuto, indispensabile per permettere a tutte le parti di nominare i propri periti in vista degli esami irripetibili.

La famiglia di Laudati, rappresentata dall’avvocato Antonio Francavilla, ha presentato querela chiedendo risposte chiare: si tratta di stabilire se esista un nesso causale tra le percosse ricevute durante la lite, le valutazioni cliniche che avevano portato alle prime dimissioni e la successiva morte del 71enne.

La prima verità medica arriverà nella mattinata di domani, quando i consulenti della Procura e quelli nominati dalle parti si riuniranno nel Reparto di Tanatologia del “Moscati” per eseguire l’accertamento autoptico sulla salma, finora rimasta a disposizione dell’autorità giudiziaria.