Il calcio irpino si risveglia orfano di due figure che hanno incarnato, in epoche diverse, lo spirito del Lupo. In poche ore, la comunità biancoverde ha dovuto incassare la perdita di Carlo De Amicis, storico guardiano dei pali tra gli anni ’60 e ’70, e di Giancarlo Tacchi, ex attaccante spentosi a 68 anni.
La storia di Carlo De Amicis con l’Avellino non è stata una semplice parentesi professionale, ma un lungo sodalizio umano e tecnico. Portiere di grande affidabilità, ha vissuto da protagonista il passaggio cruciale dal calcio semiprofessionistico alla ribalta nazionale.
Fu lui, con i suoi interventi, a blindare la porta dei lupi verso quella promozione in Serie B del 1973 che cambiò per sempre la storia della società. Una volta appesi i guanti al chiodo, De Amicis non lasciò mai veramente l’Irpinia: Maestro di calcio: Negli anni ’80, divenne colonna portante del settore giovanile. Il sodalizio: Insieme a Gino Corrado e Flaminio De Biase, lavorò dietro le quinte per formare i talenti che avrebbero poi alimentato la prima squadra negli anni d’oro della Serie A.
Solo lo scorso novembre del 2024, in occasione della gara contro il Taranto, De Amicis era tornato in Tribuna Montevergine. Una foto scattata in quel pomeriggio lo ritrae tra Gian Filippo Reali e Moreno Roggi: un momento di gioia malinconica, nato per onorare la memoria di un altro gigante, Adriano Lombardi. È l’ultima istantanea di un uomo che ha amato l’Avellino fino all’ultimo respiro.
A rendere ancora più cupo il clima in casa biancoverde è giunta la notizia della scomparsa di Giancarlo Tacchi. Classe 1957, Tacchi è deceduto ad Avezzano. La sua morte priva il calcio italiano di un altro interprete di quella generazione che ha vissuto il pallone con passione verace, lasciando un vuoto profondo anche tra i tifosi irpini che ne ricordano il passaggio in maglia biancoverde.

















