Fermento politico in stasi ad Avellino in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Nonostante la scadenza elettorale si avvicini rapidamente, i partiti non hanno ancora sciolto i nodi principali, a partire dal nome del candidato sindaco e dalla composizione delle coalizioni.
Al netto della discesa in campo dell’ex sindaco Gianluca Festa, tanto centrosinistra quanto centrodestra ancora non hanno certezze sul candidato che guiderà le rispettive coalizioni e, nemmeno, se alla fine riusciranno a tenere l’armonia interna
La sensazione diffusa negli ambienti politici cittadini è che, almeno per ora, la partita per Palazzo di Città resti congelata anche al netto delle imminenti elezioni provinciali.
Tutti gli schieramenti, infatti, sono concentrati su un altro appuntamento elettorale: una competizione che, pur essendo di secondo livello, sta catalizzando l’attenzione delle segreterie di partito e degli amministratori locali per ridefinire equilibri e peso politico.
La corsa per la Provincia rappresenta infatti un passaggio strategico negli equilibri interni ai partiti e nei rapporti tra le diverse aree politiche del territorio. Non è un caso che molti sindaci e consiglieri comunali della provincia siano impegnati in queste ore nel lancio delle liste e nella definizione delle alleanze, dinamiche che inevitabilmente influenzeranno anche il quadro politico del capoluogo.
Proprio per questo motivo ogni discorso sulle candidature per il Comune di Avellino è destinato a essere rinviato di qualche settimana.
Il nodo principale resta quello del candidato sindaco. Nei vari schieramenti circolano diversi nomi, ma al momento nessuna opzione sembra aver raggiunto una convergenza definitiva. Anche la costruzione delle coalizioni appare ancora fluida, con interlocuzioni aperte sia nel campo del centrodestra sia in quello del centrosinistra, senza escludere la possibile presenza di liste civiche e candidature alternative.
In questo contesto, il voto per il Consiglio provinciale della prossima settimana rischia di trasformarsi in un vero e proprio spartiacque politico. L’esito della competizione potrebbe infatti rafforzare alcune leadership locali e ridimensionarne altre, influenzando direttamente le scelte che i partiti saranno chiamati a compiere per la guida del Comune.





















