L’Irpinia finisce nuovamente sotto i riflettori giudiziari nell’ambito della vasta operazione dei carabinieri di Castello di Cisterna coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che questa mattina ha portato all’esecuzione di 44 misure cautelari tra carcere e domiciliari.
Sebbene l’indagine coinvolga diversi comuni dell’hinterland napoletano, anche il territorio irpino non ne esce indenne. Tra gli arrestati figura infatti un candidato del comune di Monteforte Irpino, a cui viene contestato il reato di esercizio di gioco d’azzardo aggravato dalle finalità mafiose. Un elemento che mostra come le ramificazioni dei clan — secondo gli inquirenti — continuino a intercettare punti di contatto anche oltre i confini della provincia di Napoli.
Nel corso della conferenza stampa tenuta a Napoli, alla presenza del procuratore Nicola Gratteri, del procuratore aggiunto Sergio Ferrigno, e dei vertici dell’Arma — il generale Biagio Storniolo, il tenente colonnello Paolo Leoncini e il maggiore Andrea Coratza — è emerso un quadro preoccupante: la camorra avrebbe messo a disposizione pacchetti di voti per sostenere candidati di vari comuni, in cambio di favori, denaro o promesse future.
Maxi blitx camorra nel Napoletano, 44 arresti dei carabinieri: le mani del clan anche sulle elezioni

















