In vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, con eventuale turno di ballottaggio il 7 e 8 giugno, la Prefettura di Benevento ha richiamato i principali adempimenti previsti dalla normativa in materia di propaganda elettorale per i Comuni interessati dalla consultazione.
La comunicazione è stata indirizzata ai sindaci, ai segretari comunali, alle commissioni e sottocommissioni elettorali circondariali, alle forze dell’ordine e ai rappresentanti provinciali di partiti e movimenti politici. I Comuni coinvolti sono Calvi, Campoli del Monte Taburno, Castelfranco in Miscano, Castelpoto, Foiano di Val Fortore, Guardia Sanframondi, Paduli, Reino, Sant’Agata de’ Goti e Telese Terme.
Tra i primi adempimenti indicati figura la delimitazione e l’assegnazione degli spazi per le affissioni di propaganda elettorale diretta. Le giunte comunali, tra il 21 e il 24 aprile 2026, devono individuare in ogni centro abitato con almeno 150 abitanti gli spazi destinati ai manifesti elettorali. L’assegnazione dovrà avvenire con un apposito spazio per ciascuna lista ammessa, entro due giorni dalla comunicazione ufficiale dell’ammissione delle candidature. La Prefettura ricorda inoltre che, in base alla normativa vigente, sono stati soppressi gli spazi per la propaganda indiretta e ridotti quelli per la propaganda diretta.
Dal 24 aprile 2026, cioè dal trentesimo giorno precedente il voto, entrano in vigore anche le regole più stringenti sulla campagna elettorale. Da quella data sono vietati il lancio di volantini in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la propaganda luminosa o figurativa fissa in luoghi pubblici – fatta eccezione per le insegne delle sedi di partito – e ogni forma di propaganda luminosa mobile. Sempre dal 24 aprile possono invece svolgersi riunioni elettorali senza obbligo di preavviso al Questore.
Particolare attenzione viene riservata anche alla propaganda fonica su mezzi mobili. L’uso di altoparlanti è consentito solo nei limiti di legge ed è subordinato a preventiva autorizzazione del sindaco; se la propaganda interessa il territorio di più Comuni, l’autorizzazione dovrà essere rilasciata dal Prefetto.
Nel documento si chiarisce inoltre che le manifestazioni del 25 aprile e del 1° maggio, se strettamente legate al significato delle ricorrenze, non sono considerate propaganda elettorale. In questi casi, però, eventuali manifesti dovranno essere affissi in spazi diversi da quelli riservati alla campagna elettorale.
La Prefettura richiama poi l’obbligo per i Comuni di mettere a disposizione, in condizioni di parità e senza oneri a carico dell’ente, i locali comunali già predisposti per conferenze e dibattiti, a beneficio dei partiti e dei movimenti presenti nella competizione. Sul fronte economico, viene ricordato che nei 90 giorni precedenti il voto si applica l’IVA agevolata al 4% per spese legate a materiale tipografico, affissioni, comunicazione politica su radio, tv, quotidiani e periodici, nonché per l’affitto di locali e servizi collegati alle manifestazioni elettorali.
Un capitolo specifico riguarda i limiti di spesa elettorale nei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti. In questi casi si applicano le disposizioni che fissano tetti massimi alle spese dei candidati sindaci, dei candidati consiglieri e delle liste o partiti, oltre agli obblighi di pubblicità e controllo dei rendiconti.
Per quanto riguarda i sondaggi demoscopici, dal 9 maggio 2026 e fino alla chiusura delle operazioni di voto sarà vietata la pubblicazione e la diffusione di rilevazioni sugli orientamenti politici ed elettorali degli elettori, anche se realizzate in precedenza.
Scatta invece da sabato 23 maggio il cosiddetto silenzio elettorale. Fino a lunedì 25 maggio, giorni del voto, saranno vietati comizi, riunioni di propaganda in luoghi pubblici o aperti al pubblico e nuove affissioni di manifesti. Nei giorni della votazione sarà inoltre vietata qualsiasi forma di propaganda entro 200 metri dall’ingresso dei seggi elettorali.
La Prefettura infine affronta il tema delle rilevazioni di voto da parte degli istituti demoscopici. Gli exit poll all’esterno dei seggi non richiedono autorizzazioni particolari, ma dovranno svolgersi a distanza adeguata dagli edifici scolastici o dagli altri immobili sedi di seggio, senza interferire con l’afflusso e il deflusso degli elettori. L’eventuale presenza di incaricati durante lo scrutinio potrà essere ammessa solo con l’assenso del presidente di sezione e comunque senza ostacolare il regolare svolgimento delle operazioni.




















