Momento caldo, non solo a livello climatico, per la questione stalli blu e relativi costi. Sulla questione è intervenuto Mirko Francesca, ex presidente del Consiglio di Amministrazione di Amts.
“Le recenti decisioni sulla gestione della sosta tariffata a Benevento impongono una riflessione seria e un doveroso confronto con il passato. Durante la nostra gestione alla guida dell’AMTS, il Consiglio di Amministrazione che ho avuto l’onore di presiedere — composto da me, Mirko Francesca, insieme a Giuseppe Racioppi e Marco Romeo — ha sempre operato con una visione della città molto chiara: la mobilità pubblica e la sosta dovevano essere strumenti al servizio dei beneventani, non un modo per fare cassa sulle loro spalle.
Fu esattamente con questo spirito che, nel corso del nostro mandato, il nostro CdA volle fortemente e introdusse l’abbonamento mensile a 25 euro per le strisce blu. Non fu una scelta dettata dal caso, ma una precisa strategia sociale ed economica per tutelare la comunità.
Avevamo a cuore la libertà dei beneventani, garantendo a lavoratori, famiglie e residenti il diritto di spostarsi e sostare nel proprio centro cittadino senza l’ansia del parchimetro o il peso di tariffe insostenibili.
Avevamo a cuore il commercio locale, perché eravamo consapevoli che soffocare i parcheggi di superficie avrebbe significato “uccidere” i negozi di vicinato, desertificare il centro e spingere i consumatori verso le grandi strutture periferiche.
Oggi, assistere alla soppressione di quelle formule agevolate su strada e allo spostamento forzato degli abbonamenti solo nelle strutture chiuse (con tariffe peraltro al rialzo) dimostra una evidente e preoccupante scarsa visione della situazione attuale della città.
Ridurre la gestione della sosta a un mero strumento per rimpinguare le casse comunali alle spalle dei cittadini significa snaturare la funzione stessa dei servizi pubblici. È la conseguenza diretta di una gestione della mobilità affidata all’improvvisazione, condotta da chi dimostra palesi limiti di comprensione del tessuto cittadino ed è del tutto disconnesso dalla realtà quotidiana dei beneventani.
La differenza è tutta qui: da un lato c’è chi intende la mobilità solo come un’occasione per fare cassa, dall’altro c’è chi crede che chi amministra debba mettersi con responsabilità al servizio della propria comunità.
La sosta tariffata deve ordinare la città, non impoverirla”.
















