Il cartellino rosso e il concitato finale di gara quando sono state scintille con l’allenatore della Cavese non hanno scalfito in maniera assoluta la gioia di Floro Flores che non vede l’ora di aggiornare i suoi tatuaggi con uno dedicato alla promozione. Queste le sue parole in sala stampa dove, con il figlio Armando accanto, ha appreso di essere stato riconfermato da Vigorito.
FINALE – “Quello che è successo alla fine dispiace. Dove andiamo ci rispettano tutti e vedere le scene del loro allenatore è stato irrispettoso. Dire certe frasi fuori luogo non è stato corretto. Non lo facevo una persona del genere. Nemmeno voglio dare il peso a quello che hanno fatto. La festa? Rimane come qualcosa di indelebile. Da quando sono arrivato è stata una stagione asfissiante sempre a mille all’ora. Veramente bello vedere tutta la gente gioire. Per me è un momento indimenticabile”.
CONFERMA – “Noi viviamo di responsabilità. Non sapevo che Vigorito a Sky ha parlato della mia riconferma. Lo definisco un visionario e un folle. Sostituire Auteri è stato un grande onore perché sono subentrato ad un tecnico che ha una storia immensa. Lo voglio solo ringraziare per quello che mi ha lasciato. Vigorito? Si è preso qualche insulto e qualche sfottò per avermi affidato la panchina. Questa cosa mi ha responsabilizzato ancora di più. Quando mi ha chiamato avevo davvero tanta paura. Mi nutro di questo sport. Vivo e sogno. Sono un innamorato di questo sport. Sentire l’affetto della gente va oltre ogni cosa”.
GARA – “La mia cultura è provare a vincerle tutte mettendo sempre la migliore formazione possibile. Prosperi ha detto delle frasi offensive. Io non regalerò mai niente a nessuno”.
DIFFICILE – “La paura (positiva) c’era, ma sapevo che era una grande occasione. I treni non passano sempre. Per fortuna ci sono salito e ora sono qui a parlare di qualcosa di straordinario. Mi ero dato un lasso di tempo di 5-6 anni per vedere se ero capace di fare l’allenatore. Ho tanta voglia di emergere. Il calcio è in continua evoluzione. Sono ambizioso e studierò tanto”.
DIVERSO – “Che cosa ha fatto la mia squadra di diverso dagli altri? Ha vinto. Dal primo giorno ho detto ai ragazzi di fare qualcosa di diverso. Piano piano ho cercato di aggiungere qualcosa di nuovo. Quando abbiamo vinto a Bergamo ho capito che si poteva fare un percorso straordinario”.
DONATIELLO – “Ha vissuto momenti difficili. Ora se la deve godere. Dopo la tempesta c’è sempre il sole. Si meritava l’esordio. È un calciatore straordinario. Tanti ragazzi della Primavera meritano l’esordio”.
CALCIATORE – “Caratterialmente mi piace ridere e stare con i ragazzi. Non dico una bugia, mi vogliono forse più bene quelli che giocano di meno. Ho avuto con tutti un rapporto franco. Tutti sanno che non possono superare certi limiti”.
FAMIGLIA – “Negli ultimi sette anni non ho visto crescere i miei figli per il calcio. E’ stata una scelta condivisa con mia moglie. Hanno sofferto tanto ma hanno avuto una mamma che non gli ha fatto mancare niente. Questo momento di gioia me lo godo con mia famiglia”.
GRUPPO – “La firma sulla promozione non è mia ma di tutta la città. Questo è uno sport di gruppo. L’obiettivo personale non va mai messo davanti quello del gruppo”.
CONFERMA – “Per me il presidente è come un genitore. Mi ha indicato la strada. Oggi vederlo correre nel campo con la maglia del fratello è stato emozionante”.
CITTA’ –“Si è creato un ottimo legame. Forse hanno visto in me la sincerità. Io non sono scontato. Sono vero, non ho peli sulla lingua. Benevento mi ha fatto sentire a casa. Voglio andare nei vicoletti dove hanno messo tutte le decorazioni. Farò un tatuaggio dedicato a questa promozione”.



















