Partiamo dai numeri. Nelle due gare di Coppa Italia contro Ravenna (Serie C) e Fiorentina (Serie A), il Benevento ha messo a segno 6 gol subendone ben 7, troppi facendo una “media” tra le categorie di appartenenza delle due avversarie affrontare. Mister Floro Flores, non a caso, ha ampiamento fatto intendere che serve maggiore attenzione perché almeno sul 50% dei gol subiti il Benevento ci ha messo molto del suo con errori dovuti alla sufficienza. Senza contare, poi, che contro il Ravenna ci si era messo anche Esposito tra i pali a regalare qualcosa.
Modulo
Se in serie C il Benevento era quasi sempre dominante essendo una delle squadre da battere, in B la musica sarà inevitabilmente diversa. Il 4-2-3-1 confermato dal tecnico anche nella serie Cadetta rischia, se non interpretato con intelligenza, di essere un pericoloso boomerang. Le qualità tecniche in mezzo al campo di Maita e Prisco non si discutono: pochissime squadre in B hanno in rosa due elementi così tecnici e capaci di pulire il gioco, ma è chiaro che schierandosi a due qualcosa si paga in termini di fisicità e di filtro. È successo contro il Ravenna quando i romagnoli, soprattutto in avvio, hanno approfittato del tanto spazio concesso in mezzo al campo dal Benevento siglando il 2-0 su una classica transizione offensiva.
In molti, in tal senso, hanno invocato un più prudente 4-3-3 con l’inserimento di Kouan o almeno l’utilizzo di questo modulo contro avversari particolarmente dediti alle ripartenze. Lo scorso anno l’elemento chiave dello scacchiere di Floro Flores, un vero e proprio equilibratore era stato Simonetti in grado di fare al meglio la doppia fase. Il tuttocampista romano, reduce dall’infortunio al ginocchio, ne avrà ancora per qualche settimana ed anche alla luce del possibile arrivo di Cherubini, calciatore dalla spiccata vocazione offensiva, spetterà all’allenatore trovare l’assetto giusto per evitare di essere troppo scoperti.
Cosa funziona
Siamo ad agosto ed è del tutto normale che ci siano tante cose da sistemare. Allo stesso tempo il Benevento ha già delle solide certezze rappresentate dalla mentalità che il tecnico ha saputo dare alla squadra: mai buttare via il pallone, provarci sempre e mai passivi in campo. Anche a Firenze, al cospetto di una big di Serie A, sotto di un gol dopo un minuto i giallorossi sono andati avanti tranquilli per la lo strada risultando per larghi tratti superiori sul piano del palleggio alla Viola. Poi è chiaro che la differenza di categoria si è vista tutta, ma come hanno ammesso anche i telecronisti di Italia 1, il Benevento in quel frangente di gara si è fatto addirittura preferire come organizzazione di gioco ed equilibrio tra i reparti.
Sul piano della condizione fisica, il Benevento è sembrato già a buon punto anche se il possesso palla è apparso a volte ancora troppo lento. Giallorossi ok sul piano della personalità: lo 0-2 contro il Ravenna in poco più di un quarto d’ora e la rete subita al 1’ al Franchi avrebbero potuto intaccare l’autostima della Strega. Invece no. In entrambi le occasioni la squadra non si è disunita rimettendosi in carreggiata evitando di farsi prendere subito dalla paura di sbagliare e dall’ansia.
Cosa non va
Se contro il Ravenna il Benevento è stato capace di schiacciare i romagnoli creando occasioni a raffica, al Franchi i giallorossi hanno impensierito De Gea (gol compreso) solo in due occasioni sempre con Lamesta. La difesa della Fiorentina ha lasciato le briciole a Salvemini, rimasto quasi a secco di palloni giocabili, con Talia che per caratteristiche non è capace di cucire il gioco come sa fare Tumminello. L’attaccante salterà per squalifica il debutto in campionato di sabato prossimo contro il Modena, ma tornerà a disposizione per il match contro il Sud Tirol.
Troppo molle, poi, la difesa anche se non bisogna dimenticare che davanti c’era l’attaccante titolare della Nazionale, non certo un ragazzino alle prime armi. Se Scognamillo è una certezza, accanto a lui Caldirola nelle due sfide non è apparso (almeno per ora) in condizioni tali da reggere l’urto soprattutto di giocatori veloci e con gamba. Le alternative si chiamano Saio e Dalle Mura, due giovani ai quali bisognerà dare prima o poi la possibilità di testare il loro valore in serie B.
Okereke, Sernicola e Verdi
La condizione fisica non è ancora sufficiente, ma sono bastati pochi minuti ad Okereke per fare capire a tutti che non si giocano certo a caso tante gare in serie A ed in Champions League. L’ex Cremonese si è piazzato largo sulla sinistra ed ha creato subito scompiglio alla difesa Viola che ha fatto più volte fatica a contenerlo.
Note positive anche da Sernicola, schierato al posto di Pierozzi che aveva fatto bene contro il Ravenna. Per lui vale lo stesso discorso di Okereke: si tratta di un calciatore che non teme palcoscenici importanti. Un paio di volte non ha avuto paura a tentare l’affondo sulla sua corsia piazzando in mezzo all’area cross interessanti.
Così come era successo anche contro il Ravenna, contro la Fiorentina l’ingresso di Verdi ha aumentano il tasso tecnico della squadra a ridosso dell’area della Viola. Sui calci piazzati l’ex Sud Tirol, che batte di destro e sinistro, rappresenta un pericolo costante. Peccato per il problema al piede nel finale sperando non si tratti di nulla di grave.
Debutto
Sabato al “Ciro Vigorito” arriverà l’ambizioso Modena di mister Galloppa, tecnico che si è messo in luce vincendo lo scudetto sulla panchina della Fiorentina Primavera. Ieri i canarini sono apparsi già on fire giocando alla pari contro il Venezia in Coppa Italia. Servirà un Benevento coraggioso ma non spavaldo per conquistare i primi punti della stagione contro una squadra capace di sfruttare gli spazi al meglio potendo disporre di tanti calciatori adatti alle transizioni offensive. Ci siamo. L’avventura in serie B della Strega sta per iniziare.



















