Nel 2026 c’è ancora chi va allo stadio per “dedicare” alla tifoseria avversaria cori di carattere discriminatorio e territoriale. È successo ieri sera allo stadio Ciro Vigorito (“sporchi ter…), dove i tifosi del Verona hanno messo in mostra tutto il solito, squallido repertorio che continua a sentirsi negli stadi italiani quando si recano “oltre il Po”, come hanno sottolineato in uno dei loro tanti cori.
È chiaro che sarebbe stupido associare l’intera città di Verona ai 204 pseudo-sostenitori giunti nel Sannio, ma in casi simili sarebbe almeno auspicabile assistere a una netta presa di posizione da parte delle massime autorità della città veneta.
Lo stadio beneventano ha risposto coprendo di fischi i cori beceri provenienti dal settore ospiti, che hanno macchiato una bella gara di calcio tra due squadre che si sono affrontate in maniera maschia, ma all’insegna del rispetto reciproco.
Una cosa che, invece, non è avvenuta sugli spalti, dove, al posto di sostenere i propri colori, alcuni tifosi del Verona hanno preferito coprire di insulti il resto dello stadio. Come avrebbe detto Totò: “Signori si nasce. E io, modestamente, lo nacqui”. Evidentemente, però, non tutti hanno avuto la stessa fortuna.


















