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Si è consegnato questa mattina ai carabinieri di Benevento Enrico Barone, condannato in via definitiva a otto anni di reclusione nell’ambito dell’inchiesta antidroga scattata in città nel 2010.
L’uomo risultava irreperibile dal giorno della sentenza della Cassazione, pronunciata circa una settimana fa, che aveva reso definitive alcune delle condanne emesse nel processo nato dall’indagine condotta dalla Guardia di Finanza.

Barone si è presentato spontaneamente presso la caserma dei carabinieri di Benevento accompagnato dal suo legale, l’avvocato Fabio Ficedolo, davanti al capitano Friscuolo. Con la sua consegna si chiude di fatto la posizione dell’ultimo imputato rimasto senza esecuzione della pena dopo la decisione definitiva della Suprema Corte.

La vicenda giudiziaria affonda le radici nel febbraio del 2010, quando un blitz antidroga portò all’esecuzione di diverse ordinanze di custodia cautelare nell’ambito di un’indagine sul traffico e la detenzione di sostanze stupefacenti.
Il procedimento aveva già attraversato i primi due gradi di giudizio. In particolare, la Corte di Appello aveva rideterminato le pene rispetto alla sentenza del Tribunale del dicembre 2011, intervenendo soprattutto sugli episodi di detenzione di cocaina contestati agli imputati.
La Corte di Cassazione, nei giorni scorsi, ha respinto i ricorsi presentati dalle difese, rendendo così definitive sette condanne. Tra queste anche quella inflitta a Enrico Barone, stabilita in sette anni e 10 mesi di reclusione.

La sentenza ha confermato pene rilevanti anche per altri imputati coinvolti nell’inchiesta. In particolare, Antonio Barone e Angela Guida sono stati condannati a 6 anni e 6 mesi di reclusione. Per Carmine Citarella è stata invece stabilita una pena di 1 anno e 2 mesi, in continuazione con una precedente condanna che porta il totale complessivo a 7 anni e 2 mesi. La Cassazione ha confermato inoltre la condanna a 8 anni per Umberto D’Aronzo, quella a 7 anni e 6 mesi per Armando Piscopo e la pena di 7 anni per Luigi Troise. Per alcune posizioni minori, legate alla detenzione di hashish, è invece intervenuta la prescrizione, che ha determinato l’uscita definitiva dal processo di altri imputati.