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Risolvere il problema dei cinghiali è possibile, ma c’è bisogno di un coordinamento efficace tra i vari enti competenti.” Lo dichiara Sebastian Limata, agronomo e responsabile del Dipartimento Agricoltura di Forza Italia, che torna a intervenire su una problematica sempre più sentita da cittadini, agricoltori e amministratori locali. “Gli ungulati selvatici, come tutti gli animali, sono abitudinari. È necessario studiare attentamente l’etologia di questa specie e adottare strategie efficaci di contenimento. Una possibile soluzione consiste nell’utilizzo di trappole massive per catturare gruppi numerosi di esemplari e inserirli successivamente nella filiera della macellazione, proprio come avviene per i suini da allevamento.” Secondo Limata, oggi esistono strumenti tecnologici che possono rendere tali attività più efficienti e sicure. “Disponiamo di un potenziale importantissimo: il monitoraggio attraverso droni e termocamere, anche nelle ore notturne. Purtroppo, quando la popolazione di una specie raggiunge livelli eccessivi, finisce per compromettere gli equilibri dell’ecosistema e penalizzare le altre specie presenti. In questi casi spetta all’uomo intervenire per regolare le popolazioni in modo razionale e sostenibile.” L’esponente di Forza Italia evidenzia inoltre come la sola attività venatoria non rappresenti una soluzione strutturale al problema. “Paradossalmente la caccia, come già dimostrato in diverse circostanze, spesso non risolve il fenomeno ma contribuisce a spostare le popolazioni dai loro habitat naturali verso le aree urbanizzate, aumentando i rischi per cittadini e automobilisti.” Sul tema, Limata sottolinea il confronto costante con il consigliere regionale Fernando Errico. “Con il nostro consigliere regionale Fernando Errico abbiamo discusso più volte di possibili soluzioni, perché la popolazione dei cinghiali continua a crescere. I danni non riguardano più soltanto le colture agricole: stanno diventando sempre più seri anche i problemi legati alla viabilità e alla sicurezza stradale.” Forza Italia ribadisce quindi la necessità di un piano organico che coinvolga Regione, enti locali, autorità sanitarie, mondo agricolo e organismi preposti alla gestione faunistica, con l’obiettivo di affrontare in maniera concreta e definitiva una criticità che interessa sempre più territori.