Un nuovo licenziamento alla clinica Gepos di Telese Terme riaccende i riflettori sulla situazione occupazionale e finanziaria della struttura. Secondo le informazioni in nostro possesso, questa volta a perdere il posto sarebbe una cuoca in servizio presso la cucina della clinica.
FP CGIL e UIL FP chiedono chiarezza sui conti aziendali, sull’origine dell’esposizione economica, sulle scelte occupazionali e sulle verifiche effettuate dagli organismi competenti. Non si possono chiedere sacrifici ai lavoratori senza fare piena luce sulle cause della situazione economica della struttura. Nel corso degli incontri sindacali sarebbe stata rappresentata una situazione economica prossima ai sette milioni di euro, indicata come perdita o esposizione debitoria. Si tratta di grandezze contabili differenti, che dovranno essere chiarite attraverso bilanci e documentazione ufficiale.
IL NODO DELLA GESTIONE SOCIETARIA
La ricostruzione societaria in nostro possesso indica che, in una precedente fase, la famiglia Di Pietro deteneva una partecipazione minoritaria nella società, mentre la maggioranza delle quote era riconducibile al signor De Vizia. Successivamente, anche altre partecipazioni sarebbero state acquisite dalla famiglia Di Pietro, fino al progressivo consolidamento della sua posizione societaria.
È proprio su questa fase che FP CGIL e UIL FP pongono una domanda precisa: quando la famiglia Di Pietro era ancora socia di minoranza, quali informazioni aveva sulla situazione economica e patrimoniale della Gepos? E quali iniziative furono eventualmente adottate per verificarne l’andamento?
L’articolo 2476 comma 2 del Codice civile riconosce ai soci di S.r.l. che non partecipano all’amministrazione il diritto di ottenere informazioni sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche tramite professionisti di fiducia, i libri sociali e i documenti relativi all’amministrazione.
Alla luce di questa previsione, chiediamo di chiarire se e in quale misura siano stati esercitati i diritti di informazione e controllo e quando siano emerse le criticità economiche oggi richiamate. Non formuliamo accuse né attribuiamo responsabilità non accertate: chiediamo risposte documentate su fatti che riguardano il futuro occupazionale di decine di lavoratrici e lavoratori.
LICENZIAMENTI E NUOVE ASSUNZIONI: SERVONO RISPOSTE CHIARE
Un altro punto fondamentale riguarda la procedura di licenziamento collettivo che ha coinvolto 15 lavoratori. Tra questi figuravano anche otto infermieri che avrebbero successivamente rassegnato le proprie dimissioni volontarie.
Ora, inoltre, sembrerebbe che proprio in questi giorni sia stato assunto un nuovo infermiere. Una circostanza che, se confermata, richiede chiarimenti immediati da parte della direzione aziendale.
Se esiste una situazione di esubero del personale, per quale motivo si procede a nuove assunzioni? Se, invece, vi è necessità di personale, perché si è arrivati ai licenziamenti?
È una contraddizione apparente sulla quale chiediamo risposte precise e documentate, nel rispetto dei lavoratori coinvolti e delle procedure previste. La stessa questione riguarda anche le altre figure professionali interessate dai licenziamenti: occorre chiarire se gli esuberi dichiarati corrispondano alle reali esigenze organizzative della struttura e quali criteri siano stati adottati nelle scelte occupazionali.
Non è accettabile che da una parte si invochino difficoltà economiche e necessità di ridurre il personale e, dall’altra, emergano notizie di nuove assunzioni senza una spiegazione chiara. È necessario verificare se vi sia una reale coerenza tra le motivazioni addotte per i licenziamenti e le successive decisioni aziendali.
L’ASL DI BENEVENTO DEVE ANCORA RISPONDERE
FP CGIL e UIL FP richiamano inoltre l’attenzione sul ruolo dell’ASL di Benevento, che a oggi non avrebbe ancora fornito il riscontro atteso, come previsto nell’ambito del tavolo prefettizio.
Riteniamo indispensabile che l’Azienda sanitaria dia seguito agli impegni assunti in sede prefettizia fornendo le risposte attese e chiarendo gli aspetti di propria competenza relativi alla situazione della Gepos che ancora oggi pur sollecitando tantissime volte non abbiamo avuto nessun riscontro.
Il silenzio o il protrarsi dell’attesa non contribuiscono a fare chiarezza su una vicenda che coinvolge lavoratori, famiglie e servizi sanitari del territorio. Per questo chiediamo che l’ASL di Benevento intervenga con un riscontro puntuale, nel rispetto di quanto stabilito durante il confronto. Chiediamo a voce alta che
le AUTORITÀ tutte (Procura Regione Campania e Asl )ACCENDANO UN FARO SULLA GEPOS.
FP CGIL e UIL FPritengono necessario che tutte le autorità competenti, ciascuna nell’ambito delle proprie attribuzioni, accendano un faro sulla situazione della Gepos, verificando gli aspetti economici, societari e occupazionali che richiedono approfondimento.
La priorità è tutelare i lavoratori e le loro famiglie, comprendere le ragioni delle difficoltà dichiarate e garantire che ogni scelta occupazionale sia assunta nel rispetto delle norme e delle procedure previste.
IL 26 SIT-IN DALLE ORE 10 ALLE 13
Per mantenere alta l’attenzione sulla vicenda, il sit-in è confermato per il giorno 26, dalle ore 10 alle ore 13. Saranno presenti diversi sindaci del territorio, compreso quello di Telese Terme, insieme ai rappresentanti di altri Comuni limitrofi.
FP CGIL e UIL FP ribadiscono che non intendono fermarsi davanti a risposte generiche. Chiederanno trasparenza, documenti e chiarimenti puntuali sull’origine dei debiti, sull’evoluzione degli assetti societari, sulle ragioni dei nuovi licenziamenti, sulle eventuali nuove assunzioni e sul mancato riscontro dell’ASL di Benevento rispetto a quanto previsto in sede prefettizia.
Le Organizzazioni Sindacali si riservano, inoltre, ogni ulteriore iniziativa, comprese eventuali denunce ed esposti agli organi competenti, qualora dagli approfondimenti emergano elementi che lo rendano necessario.
La richiesta è una sola: fare piena luce sulla vicenda Gepos. I lavoratori non possono essere lasciati soli né pagare le conseguenze di una situazione le cui cause devono essere chiarite fino in fondo.
FP CGIL – UIL FP. Pompeo Taddeo Giovanni DeLuca


















