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Benevento – “La mente dell’organizzazione era a Montesarchio”. Si è tenuta questa mattina presso l’aula 2 del Tribunale di Benevento, davanti al Gup Vinetti, l’udienza preliminare a carico delle diciannove persone di cui il pm Assunta Tillo ha chiesto il rinvio a giudizio ipotizzando una serie di accuse contestate a vario titolo nei confronti degli indagati: dall’Associazione per delinquere all’intestazione fittizia dei beni, alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, alla dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici e l’indebita compensazione. Secondo il sostituto procuratore Tillo “la mente dell’organizzazione era a Montesarchio. Il tutto era deciso da Nicola Panella. Tutti pendevano dalle sue direttive. I flussi di denaro che passavano dai conti correnti di queste società venivano decisi da Panella, poi erano i professionisti a dare una veste formale a quei flussi.  Ma partiva tutto da Montesarchio”. Il Gup Vinetti ha quindi respinto la richiesta degli avvocati in merito alla questione di incompetenza del territorio in favore del Tribunale di Avellino. Inoltre il giudice ha accolto la richiesta di inefficacia della misura cautelare degli arresti domiciliari per Michele Luciano, 65 anni, di Prato, e dell’obbligo di firma per Gerardo Sgambato, 26 anni, di San Marco dei Cavoti, difesi dall’avvocato D’Auria. Prossima udienza fissata per il prossimo 3 giugno.

L’inchiesta su Panella e il sequestro del Bei Park 

Parliamo dell’inchiesta che portò lo scorso 30 luglio 2020 all’arresto del 56enne Nicola Panella, di Montesarchio, all’esito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento. L’uomo era finito in carcere per associazione per delinquere, trasferimento fraudolento di beni, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, dichiarazione fraudolenta e indebita compensazione, nonché  un decreto di sequestro preventivo di sette società, di beni strumentali, di beni mobili e immobili alle stesse intestate tutte riconducibili all’arrestato, tra cui il Bei Park ad Apollosa e un immobile a Montesarchio. Inoltre nell’abitazione e nello studio a carico di un indagato nel comune di Montesarchio i militari trovarono un milione di euro in contanti. Secondo l’accusa Panella, per evitare il rischio di misure patrimoniali nei suoi confronti si sarebbe spogliato di beni immobili e quote societarie. Il 56enne poi aveva ottenuto i domiciliari e nel gennaio 2021 era tornato in libertà.

Nell’ordinanza compaiono, indagati a piede libero, Danila D’Apice, 41 anni, di Montesarchio, Nicola Panella junior, 33 anni, di Montesarchio, Erminio Panella, 34 anni, di Montesarchio, Costanza Panella, 68 anni, di Montesarchio, Michele Luciano, 65 anni, di Prato, Nicola Intorcia, 57 anni, di Benevento, Vincenzo D’Adamo, 46 anni, di Avellino, Gerardo Sgambato, 26 anni, di San Marco dei Cavoti, Giovanna Vinciguerra, 39 anni, di Pesco Sannita, Ciro Guerriero, 40 anni, di Avellino, Marco Guerriero, 44 anni, di Avellino, Antonio Galietta, 50 anni, di Mercogliano, Corrado Paitoni, 54 anni, residente in Svizzera, Franco Caccaro, 58 anni, residente in Svizzera, Alessandro Di Palma, 54 anni, di Pratola, Vincenzo Di Vicino, 27 anni, di Napoli. Prossima udienza il 3 giugno.

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