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Benevento – Una pioggia di polemiche, non poteva essere diversamente dopo la magra figura di ieri con l’accensione dell’albero e l’inizio del Natale beneventano. Critiche per la non accensione delle luci 3D, dopo gli annunci trionfalistici. “Un evento unico, una cosa mai vista in Campania” ed effettivamente la Camera di Commercio è stato di parola: non si sono viste. Probabile che servivano gli occhiali appositi per osservare il percorso pensato dall’ente camerale e dall’ordine degli architetti, ma nessuno è stato avvisato e nessuno si è attrezzato. Non c’è stato nulla di quanto atteso. Nessuno vuole puntare il dito contro nessuno, non è questo il posto adatto per definire le responsabilità, anche perchè e questo pare chiaro, adesso sarà un accusarsi vicendevole. Questo è il posto adatto, invece, per esprimere tutta l’amarezza che ieri era nei volti delle tante persone presenti. Insomma una bella iniziativa che è naufragata, una brutta figura regionale nella settimana in cui, anche i comuni più piccoli, hanno dato il via alle proprie manifestazioni senza intoppi. La Camera di Commercio ha provato a rendere il Natale diverso e invece è stato un buco nell’acqua. E questo porta ad altre considerazioni e la testa torna a un altro episodio.

Ricordate Sannio Falanghina Città del Vino 2019? Tutti ricordano come fu festeggiato l’evento perchè poteva essere l’occasione per riportare in auge un territorio con le sue eccellenze, dare una grossa mano alle piccole e medie imprese che vivono di questo nel Sannio. E non parliamo ovviamente solo di Benevento, ma di un intero territorio che può passare per Paupisi, Ponte, Torrecuso, Guardia Sanframondi e Solopaca per citarne solo alcuni che hanno nel comparto vitivinicolo come quello di massima eccellenza. Un territorio veramente vasto. Tutti sono saliti sul carro dei vincitori per tale risultato, dal Comune di Benevento alla Camera di Commercio. Tutti a gonfiarsi il petto perché il Sannio aveva centrato un obiettivo di rilancio di grande importanza.

Le iniziative sono andate avanti, sotto silenzio, senza pubblicità, le piccole e medie imprese non hanno avuto grandi benefici, quelle che erano in difficoltà, così sono rimaste, altre hanno dovuto anche chiudere i battenti. Ed è una colpa nell’anno in cui le aziende avrebbero dovuto avere lo slancio necessario. Ovvio pensare a cosa sia mancato. Pubblicità? Forse. Eco mediatica? Probabilmente. L’appoggio? Sicuramente. E’ mancato l’aiuto di un ente camerale che ha preferito lanciarsi su fondi regionali e usare fondi propri per organizzare il Natale beneventano (e non solo perché una parte dovrebbe essere destinata anche alle iniziative natalizie di altri 8 comuni sanniti), lo stesso ente che preferì non presentarsi il giorno del passaggio delle consegne con la delegazione portoghese, quasi prendendo le distanza, scendendo dal carro sul quale era salito. E allora meglio trovare fondi da elargire all’ordine degli architetti per giochi di luce che, per carità, saranno anche stupendi, attrarranno la folla, ma il 6 gennaio le luci saranno spente, anche se prima bisogna capire quando saranno accese. Un albero tecnologico che porterà tanta gente a fare foto, ma queste non daranno da mangiare alle imprese che, intanto, vanno in difficoltà o che rimangono con l’acqua alla gola. Tanti soldi per mettere insieme delle casette (quante? non si sa, non tantissime a quanto sembrerebbe), per la degustazione dei prodotti tipici. Come se il concentrare tutto nei 20 giorni di Natale possa aiutare chi fatica nei restanti 345 giorni dell’anno. Via gli alberi, altri soldi lanciati al vento per incuria, spazio ai piccoli punti di ritrovo momentanei per decisione del Comune. Ma quest’anno c’è la madrina d’eccezione, Martina Stella. Bellissima cosa, ci mancherebbe, ma nessuno ha creduto crede che l’attrice sia venuta gratuitamente a Benevento. E se così non fosse, da dove usciranno questi soldi? Dai fondi della Regione e dalle proprie casse con tutta probabilità. E per cosa? Per schiacciare un pulsante e accendere l’albero. E allora viene spontaneo chiedersi: se le aziende del territorio chiudono, altre sono in affanno, non era forse meglio concentrarsi su come reperire fondi per prendere un po’ di fiato, specie quando le luci si spegneranno? La Camera di Commercio dovrebbe solo ricordare che Martina Stella sarà in città l’8, poi andrà via, i giochi di luce finiranno, la casette saranno smontate. Si tornerà alla vita di sempre e per le piccole e medie imprese si tornerà alle difficoltà quotidiane. E quando andranno a bussare all’ente camerale per esprimere tutto il proprio disagio, beh non si fa fatica a capire quale potrebbe essere la risposta: “non ci sono soldi“. E allora un consiglio conviene darlo alle imprese: sperate che sia Natale tutto l’anno, perchè, se neanche Sannio Falanghina può aiutarvi, allora c’è da sperare che il Gesù Bambino nasca ogni santo giorno dell’anno. Questo sembrerebbe l’unico evento che consenta alla Camera di Commercio di trovare i fondi.

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