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La fine della stagione equivale a quell’atteggiamento dello studente modello che sa che la promozione è vicina, ha ottimi voti, e vive la coda come un peso e con quella sensazione del ‘muoviamoci a finire’.

Un parallelismo che calza a pennello col Benevento attuale. Quella visto nelle sfide contro Foggia e Monopoli è una squadra che ha palesato qualche affanno e ci sta tutto, la cavalcata è stata spettacolare e dispendiosa. Ma è apparsa anche come una formazione che la consapevolezza che, se non sarà oggi, può essere domani.

Inutile girarci intorno, in barba a tutte le scaramanzie. Anche le avversarie ormai hanno alzato i remi in barca. Gli etnei avrebbero potuto accorciare ieri e invece, nel giorno della sconfitta della strega, si trovano ancora 11 punti. Il divario è pressochè lo stesso, i siciliani recuperano un gol nella differenza reti ma le giornate sono di meno. E la prossima il Benevento aspetta il Cosenza ma saprà già il risultato della seconda a Latina.

L’incrocio perfetto potrebbe portare alla festa nel giorno in cui la società ha fissato la ‘Giornata Giallorossa’ (sarà un caso o sensazione?).

E come spesso cantano i tifosi, ‘presidente portaci via da questa categoria’ ma stavolta aggiungiamoci anche che la promozione potrebbe evitare di ritornare su quel campo ‘nero’ (sportivamente parlando) chiamato ‘Veneziani’. Monopoli non porta bene, il Benevento non digerisce la struttura e chi ci gioca che negli ultimi anni ha regalato più dolori che gioie. In una delle ultime fu protagonista addirittura Starita, futuro giallorosso che lasciò i gol in Puglia.

E anche ieri la storia è andata nella medesima direzione anche se non ha creato sconquassi. Ha fatto solo capire che prima si lascia questa categoria e meglio è, ma soprattutto ci si evita dolorosi ritorni a Monopoli che, per carità, è una città meravigliosa, ma è poco propensa ad accogliere la vecchina sulla scopa.

E se dovesse salire attraverso i play off? E allora conviene studiare il sortilegio giusto. Siamo nella città delle Streghe, non dovrebbe essere complicato.