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Paduli – Non poteva andare diversamente, ovvio che le parole di Don Francesco avessero un’eco incredibile su gli organi di stampa locali e sui media nazionali. E infatti così è stato. Risalto ovunque al suo attacco al vaccino, alle considerazioni a titolo puramente personale che hanno sconvolto gli abitanti di Paduli, il sindaco e don Enrico, il parroco titolare. Questa mattina nel piccolo centro sannita sono arrivate le telecamere della Rai per sentire Vessichelli e la gente del posto. Il tutto, poi, andato in onda nel corso de La Vita in diretta. E’ stata l’occasione per il primo cittadino per confermare concetti già espressi in questi due giorni.

Mi preme ribadire che non esiste un caso Paduli ma si tratta di concetti ed esternazioni personali. Non è il parroco che rappresenta la cittadina ma si tratta di una persona che si è lasciata andare a frasi delle quali, poi, se n’è assunto la responsabilità. Ho letto le sue parole (“sono dispiaciuto per il vespaio che si è creato, le mie parole sono state strumentalizzate, le medicine sono necessarie ma hanno delle controindicazioni, queste le parole di Don Francesco in un lungo post facebook) con le quali si è scusato e possono bastare”.

Meno accondiscendente il commento dei cittadini di Paduli, tante considerazione che hanno stigmatizzato le esternazioni: “vergognoso che un prete dica queste cose”, “non si dicono in quel modo certe cose”, “non si doveva permettere e mi meraviglio che nessuno lo abbia fermato”.

Non c’è dubbio, la gente di Paduli ha fermamente condannato don Francesco, nonostante questi abbi provato a correggere il tiro.

Di seguito l’intero post di Don Francesco pubblicato sulla sua pagina facebook:

“In riferimento alla mia omelia tenuta sabato scorso nella chiesa parrocchiale di Paduli (BN), forse non ho trovato le parole giuste per esprimere il mio pensiero: sono sinceramente dispiaciuto del vespaio che ne è seguito e me ne scuso.
Nell’omelia intendevo sottolineare che un credente dovrebbe tenere in dialogo scienza e fede e che, quindi, contestualmente alla preoccupazione per la salute fisica, dovrebbe preoccuparsi anche della salute dell’anima. In tal senso credo sia importante richiamare l’attenzione alla dimensione soprannaturale, alla necessità della grazia quale aiuto e sostegno per la vita spirituale e, non di rado, per la vita fisica. Non possiamo, infatti, non tener conto della fragilità dell’esistenza e del fatto che nessuno di noi sa quando sarà il suo termine: esemplare, a questo proposito, la parabola del ricco epulone (Lc 16,19-31), tutto concentrato sulle cose di questo mondo, che non si accorge del giorno ormai imminente della sua fine. Punto cardine della nostra salvezza è la fede in Dio, che ci chiama a una continua conversione: era questo, appunto, il tema centrale del Vangelo della III domenica del tempo ordinario.
Quanto al vaccino, io rispetto il lavoro degli scienziati e la ricerca affannosa e preziosa per mettere fine al disastro epocale che stiamo vivendo. Il vaccino rappresenta un grande apporto per il bene e il futuro della comunità umana. Come del resto afferma Papa Francesco, “credo che eticamente tutti debbano prendere il vaccino, è un’opzione etica, perché tu ti giochi la salute, la vita, ma ti giochi anche la vita di altri”.