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Benevento – “Abbiamo stroncato sul nascere un clan che si stava ramificando in tutta la Valle Caudina”. Questo il commento del Colonnello dei Carabinieri Germano Passafiume, affiancato dal Maggiore Leonardo Madaro  nel corso di una conferenza stampa svoltasi  presso il Comando provinciale di via Meomartini rispetto alla importante operazione condotta dalla Compagnia dell’Arma di Montesarchio che ha portato stamani all’arresto di nove persone.

Per il clan è scattato anche l’aggravante del 416 bis, cioè per i reati con modalità di stampo mafioso. Sono pesantissime le imputazioni a carico dei componenti del gruppo malavitoso, guidato da un 43enne di Moiano.  Questi i capi di imputazione: tentata estorsione aggravata, detenzione e porto in luogo pubblico di arma da fuoco e ordigni rudimentali. Gli estorsori di fatto imponevano ai malcapitati, in particolare piccoli operatori del commercio, una “assicurazione” sui beni e sulla vita per un importo che è giunto anche a 100mila euro l’anno.

Una vera e propria “sentenza di morte” per tante piccole attività produttive che non potevano certamente reggere ad imposizioni simili. Gli arrestati non si limitavano quindi alla semplice richieste del pizzo, ha precisato il Colonnello Passafiume, ma passavano direttamente all’estorsione accompagnandola, per renderla più credibile, da minacce armate e dall’uso di esplosivi e armi da fuoco.

Le estorsioni sono cominciate nel settembre 2017 ai danni di un  commerciante di Airola, ma l’indagine è stata avviata qualche mese più tardi, nel 2018. Il clan malavitoso ha cominciato subito ad acquistare forza agendo sul terrore e sulla paubra che incuteva senza incertezze nei confronti degli operatori commerciali che venivano strozzati nel senso letterale della parola. Il Colonello Passafiume ha sottolineato: “Abbiamo messo le mani su un gruppo criminale operante  in  Valle Caudina che da alcuni anni si era reso protagonista di numerosi atti intimidatori e violenti nei confronti di commercianti sul territorio. In maniera diretta e spudorata chiedevano ingenti somme di denaro  per costringere le persone ad essere più tranquille. Era un gruppo criminale che si stava accreditando nella Valle Caudina con a capo un 43enne del luogo che riteniamo era il personaggio di spicco. Nei primi due anni di indagine abbiamo arrestato persone in flagranza di reato poi c’è stata un’indagine minuziosa e perseverante della Compagnia di Montesarchio per ricostruire tutti gli episodi criminosi”.

Passafiume ha quindi concluso: “La valle Caudina è una zona delicata, apparentemente tranquilla ma la vicinanza di altre province più problematiche la rende appetibile a nuove consorterie mafiose”.

Il Maggiore, comandante della Compagnia di Montesarchio, Leonardo Madaro: E’ un territorio difficile. Importante è stata l’attività informativa da parte dei militari e dopo alcuni episodi siamo riusciti ad indirizzare le indagini per fermare questo sodalizio criminale che stava per nascere”.

Il Maggiore Madaro ha poi spiegato: “Si facevano dei veri e propri attentati prima della richiesta estorsiva. L’episodio più importante riteniamo la richiesta di pagamento di 100 mila euro ai danni di un commerciante di Paolisi e il sequestro di una moto che permetteva di effettuare questi attentati. Utilizzavano armi, ordigni esplosivi rudimentali anche con una certa importanza. Abbiamo riscontrato facilmente che poteva o reperire questo materiale”.