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Il calendario è scritto a matita. Il 28 febbraio si vota per il Consiglio provinciale. Dieci seggi.

Per il presidente, invece, si andrà oltre: dopo le amministrative di primavera. Questa, almeno, è la tabella di marcia oggi.

Alla Rocca dei Rettori l’aria è quella delle vigilie nervose. Le alleanze che scricchiolano. Nel frattempo continua la corsa alla formazione delle liste.  In totale dovrebbero essere sette.

Tre fanno capo all’attuale maggioranza che sostiene Mastella.

Noi di Centro, Noi con Mastella ed Essere Democratici, quest’ultima espressione dell’area di Raffaele De Vecchio. Assetto confermato. Nessuna sorpresa.

Due le liste del centrodestra. Forza Italia e Fratelli d’Italia correranno insieme, probabilmente sotto il simbolo Sannio in Movimento, già sperimentato in passato.

Accanto, Sannio Insieme, contenitore civico che includerà anche la Lega e pezzi di società civile.

Il nodo vero, però, è a sinistra. Il cosiddetto campo largo extra mastelliano resta una formula irrisolta. Non bastano gli appelli del leader regionale del Partito Democratico, Piero De Luca. Nel PD sannita l’area decariana continua a marcare distanza. Risultato: due liste.

Una ufficiale del PD, orientata a eleggere un fedelissimo di Umberto Del Basso De Caro.

L’altra composita e dichiaratamente alternativa: i sindaci dissidenti, tra cui Angelo Marino ormai in campagna elettorale da settimane, con A Testa Alta, Avanti-PSI, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle.

Sette liste per dieci seggi. La scadenza formale è fissata per il prossimo weekend, 7 e 8 febbraio.

Ma la partita potrebbe essere congelata prima ancora di iniziare.

Nei giorni scorsi l’Unione Province Italiane ha presentato un emendamento al decreto-legge del 27 dicembre. Se approvato, rinvierebbe tutte le elezioni provinciali al 18 ottobre 2026. Anche quelle già convocate. Anche Benevento.

Nel frattempo continuano le manovre. Lo strappo a sinistra è insanabile, anche perché dietro pare ci sia anche lo zampino del Sindaco di Benevento. A destra, invece, il tavolo si è ricomposto. Ora non resta che attendere la prova del nove. Quella delle urne.