Proseguono le indagini della Procura della Repubblica per chiarire le cause del grave episodio di inquinamento che, nell’ultimo fine settimana, ha interessato il fiume Calore. Si attendono ora gli esiti delle analisi tecniche e dei monitoraggi, ritenuti decisivi per ricostruire con precisione quanto accaduto.
Negli uffici del Comune, al momento, non sono ancora pervenuti provvedimenti o comunicazioni ufficiali da parte della magistratura. Nel frattempo proseguono i controlli lungo il corso d’acqua che attraversa la città.
Il sequestro disposto dalla Procura riguarda il depuratore consortile Asi di Ponte Valentino ed è stato notificato ai vertici della società che gestisce l’impianto. Secondo quanto emerso, il depuratore riceverebbe reflui trattati da un’azienda dell’agglomerato industriale specializzata nello smaltimento di liquami.
L’inchiesta si sta concentrando anche su un possibile collegamento con l’impianto di biometano di contrada San Domenico. La stessa azienda, infatti, avrebbe gestito anche i reflui provenienti dall’impianto finito da mesi al centro delle polemiche per i miasmi che interessano diverse zone della città. La Procura sta verificando se esista un nesso tra le due vicende.
Per la giornata di domani, anche se manca ancora la conferma ufficiale, è previsto un vertice in Prefettura dedicato proprio all’emergenza miasmi e alla situazione dell’impianto di biometano.
Intanto cresce la preoccupazione tra i cittadini. Da giorni lo sconcerto è palpabile e, soprattutto nelle ore notturne, l’odore nauseabondo continua a essere particolarmente intenso in diverse zone della città. I tecnici dell’Arpac stanno proseguendo campionamenti e verifiche per accertare l’origine dell’inquinamento e individuare eventuali responsabilità.
L’assessore comunale all’Ambiente, Oberdan Picucci, contattato da Anteprima24, ha spiegato di essere in attesa degli sviluppi dell’inchiesta. “La priorità – ha sottolineato – resta la tutela della salute pubblica”.




















