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Riceviamo e pubblichiamo la nota: 

“Via Serretelle al buio. Non è una metafora, ma la fotografia di una realtà che i cittadini vivono ogni sera. Dopo annunci, interventi e proclami sulla riqualificazione di Piazza Risorgimento, il risultato, a poche centinaia di metri, è una strada lasciata senza pubblica illuminazione.

È qui che si misura la distanza tra comunicazione e amministrazione: da un lato si parla di decoro urbano, dall’altro si spengono letteralmente le luci su interi quartieri. E non si tratta solo di estetica. L’assenza di illuminazione significa meno sicurezza, più disagi, maggiore rischio per pedoni e automobilisti. Significa, soprattutto, cittadini lasciati soli.

È lecito chiedersi: com’è possibile che nel 2026 si intervenga su una zona senza garantire i servizi essenziali nelle aree limitrofe? È una svista? Una scelta? O il risultato di una programmazione superficiale?

Un’amministrazione attenta non si limita a inaugurare, ma verifica, controlla e risolve. Qui invece si ha l’impressione opposta: si accendono i riflettori dove conviene e si spengono altrove, dove i problemi restano irrisolti.

Via Serretelle non può restare al buio, né fisicamente né nelle priorità di chi governa. I cittadini non chiedono favori, ma servizi basilari. E l’illuminazione pubblica non è un optional: è il minimo indispensabile.

Adesso servono risposte, ma soprattutto interventi immediati. Perché una città che lascia al buio le sue strade è una città che smette di prendersi cura di chi la vive ogni giorno”.