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Obbligo di disputa, a porte chiuse, della prossima gara interna: propri sostenitori dagli spalti indirizzavano nei confronti del n.10 della squadra avversaria ululati e frasi di
contenuti razzista; per quanto detto si dispone che la prossima gara casalinga venga disputata a porte chiuse, e ciò’ anche in considerazione che non vi è stata fattiva collaborazione da parte dei dirigenti della società; il tutto come segnalato dagli assistenti del ddg.

Ennesima mazzata stagionale per il Ponte ’98 che si è vista comminata una sanzione per certi versi assurda. Un comunicato che parla chiaro, con l’ipotetica aggravante che i dirigenti non provavano a riportare le cose alla normalità. Avversario il Manocalzati, il numero dieci è Aiuba Tito, ragazzo di colore che ha fine partita è stato destinatario di una frase “razzista” di un solo tifoso pontese. 

Nulla a che vedere con la società, che tra l’altro già aveva guadagnato gli spogliatoi al termine di una gara vinta dai padroni di casa. Il dirigente D’Aloia che ha dimostrato già in passato grande sensibilità, è rimasto basito alla lettura del comunicato: “Siamo sorpresi dalla decisione, qualcosa è successo ma è stata una sola persona. E’ accaduto a fine gara quando era difficile intervenire perchè eravamo già negli spogliatoi. Abbiamo sempre dimostrato grande sensibilità nei confronti di tutti, dei giocatori di colore in particolare, noi non possiamo gestire un centinaio di tifosi. L’arbitro, tra l’altro, non ha segnalato nulla a nessuno, quindi quello che posso dire è che umanamente mi dispiace ma non è dipeso dalla nostra società che ora dovrà pagare 500 euro di multa ed una gara a porte chiuse”.