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Più collegamenti su gomma, in attesa della riapertura della linea ferroviaria Napoli – Benevento via Cancello, la cosiddetta Valle Caudina, ferma dal 2020 e destinata a restare inattiva almeno fino alla fine del 2026. È questa la priorità indicata dall’Università degli Studi del Sannio alla Regione Campania, al termine di un confronto istituzionale che ha coinvolto i vertici dell’Ateneo e i rappresentanti del territorio in Consiglio regionale. Al tavolo, la rettrice Maria Moreno, il prorettore Nicola Fontana e il professor Mariano Gallo, ordinario di Trasporti, insieme ai consiglieri regionali Pellegrino Mastella, vicepresidente della Commissione Trasporti, e Fernando Errico. L’obiettivo è inserire nel bilancio di previsione 2026-2028, che verrà approvato giovedì 26 marzo, una misura dedicata al potenziamento dei servizi su gomma, affidati ad Air Campania, per migliorare l’accessibilità dell’ateneo e rafforzarne la capacità attrattiva. La richiesta nasce da un’analisi dettagliata dei dati del Ministero dell’Università e della Ricerca. L’Unisannio mantiene una sostanziale stabilità nelle immatricolazioni provenienti dalla provincia di Benevento, ma registra una flessione significativa dagli altri territori campani. Un trend che, secondo l’ateneo, non dipende dall’offerta formativa, ampliata negli anni con nuovi corsi come Scienze motorie e il percorso in Medicina e Chirurgia ad indirizzo tecnologico in collaborazione con la Federico II, bensì da criticità infrastrutturali che penalizzano la mobilità. I numeri fotografano una situazione di equilibrio interno ma di perdita di appeal esterno: 937 immatricolati nell’ultimo anno, 3.768 iscritti complessivi. Nel decennio 2015-2025 il dato resta sostanzialmente stabile, con circa mille nuovi ingressi annui su una platea complessiva di circa 4mila studenti. Il 43% degli iscritti proviene da fuori provincia, ma è proprio questo bacino a mostrare i segnali più evidenti di contrazione. Emblematico il caso della provincia di Avellino, storicamente uno dei principali serbatoi di iscrizioni, dove si passa dai circa 600 immatricolati del 2009 ai 300 del 2024, con un evidente dimezzamento nel periodo preso in esame. In calo anche i flussi da Salerno e Caserta, ormai marginali. Da queste province si superano di poco le cento unità complessive. Significativo il dato di Maddaloni, fermo a soli tre immatricolati. Eppure, segnali di interesse non mancano. L’Ateneo di piazza Guerrazzi intercetta una domanda crescente dall’area nolana e vesuviana, come dimostrano le presenze agli open day e le richieste di informazioni. Un potenziale che, tuttavia, non si traduce in iscrizioni, frenato ancora una volta dalla carenza di collegamenti efficienti. Da qui la proposta operativa, quella di attivare corse dedicate agli studenti, modellate sugli orari accademici, con due collegamenti in ingresso entro le 8:30 e due in uscita alle 13:30 e alle 18:30. Il servizio, previsto dal lunedì al venerdì (escluso agosto), coprirebbe l’asse Avellino-San Salvatore-Piedimonte, per una percorrenza annua stimata in 167mila chilometri. Il costo complessivo si attesterebbe intorno ai 600mila euro l’anno, sulla base di una media di 3,5 euro al chilometro. Al momento, tuttavia, il piano difficilmente troverà spazio nel prossimo Consiglio regionale. Più probabile un rinvio al bilancio integrativo estivo, quando potrebbero aprirsi margini finanziari più ampi. Nel frattempo, l’Unisannio tenterà un’interlocuzione diretta con l’amministratore unico di Air Campania, Anthony Acconcia, per valutare la possibilità di attivare già dal prossimo anno accademico nuovi collegamenti.