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Trentola Ducenta (Ce) – “Lei non ha avuto paura ed è andata fino in fondo perché non ce la faceva più”. Sono queste le strazianti parole pronunciate dalla madre della piccola Marina ai microfoni del programma televisivo “Le Iene”, andato in onda il 3 novembre. Ci riferiamo alla vicenda del presunto prete pedofilo di Trentola Ducenta, Michele Mottola, arrestato questa mattina dagli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di Aversa, coordinati dal dirigente Vincenzo Gallozzi. Le prime segnalazioni alla Procura erano arrivate dalla stessa Diocesi di Aversa e raccontavano di presunti abusi perpetrati dal prete che, dal maggio scorso, era stato sospeso dal servizio dal vescovo Spinillo.

Il coraggio della piccola Marina, nel registrare l’audio degli incontri, viene evidenziato dalla mamma: “E’ stata coraggiosa e più furba di lui”.

Marina amava andare in chiesa, cantare nel coro – racconta la sorella maggiore. La considerava una casa fin quando non è arrivato Mottola nel 2017. Sembrava una brava persona, è stato a cena da noi seduto a capotavola, faceva regali ed era molto premuroso con Marina”.

Orologi, computer e poi un cambiamento nell’atteggiamento della piccola che però ha vergogna, non riesce a raccontare cosa le sta accadendo, fin quando non si rivolge a due parrocchiani della stessa età dei suoi genitori: “La bambina mi fa una confidenza dicendomi che Don Michele le faceva delle cose, la baciava. Ho preso alla leggera la cosa, poi ha iniziato a scrivermi dei bigliettini in cui mi chiedeva se quei baci e quelle attenzioni potevano essere chiamate sesso. Io non capivo – spiega la parrocchianacercava aiuto e non ho capito”.

Poi il 7 dicembre 2018 Marina decide di registrare l’ennesimo incontro con il prete in cui si sente l’uomo insistere nel volere baci, abbracci nell’oscurità. Fin quando la bimba si ribella e si allontana, facendo poi ascoltare la registrazione alla parrocchiana.

Nulla però cambia fino al 2 febbraio 2019 quando Marina decide di affrontare di nuovo il parroco registrando ancora la conversazione: “E’ stata solo una storiella. Non vorrei che tu ora mi veda come uno che fa violenza ai bambini. Quelle cose là le hai permesse tu” dice il prete a Marina. La bimba confessa di aver parlato con i parrocchiani della “storiella” e Mottola decide di chiamare in chiesa la madre della piccola per dirle che la figlia è una bugiarda sminuendo i suoi comportamenti “affettuosi” convincendola. A quel punto sono i parrocchiani ad intervenire confessando di aver sentito le registrazioni della piccola. Mottola a questo punto ammette le sue colpe cercando però di sminuire i suoi comportamenti.

Davanti alle telecamere delle Iene il prete ascolta la lettera di Marina che viene letta dalla giornalista di Italia 1 e racconta: “Solo zizzanie, tutto falso. Tutte queste cose che mi dice devono essere provate. Non conosco registrazioni e non ero io“.

Oggi l’arresto di don Michele Mottola per presunti abusi sessuali. (LEGGI QUI)

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