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Caserta – Umiliante. Solo questo si sono sentiti di dire i turisti disabili che oggi alla Reggia avrebbero voluto godere come tutti del servizio bar-self service all’ingresso del Parco vanvitelliano e che si sono visti costretti a rinunciarvi o peggio a farsi trasportare di peso lungo i gradini privi di scivoli.

Una scena miserevole che oggi ha coinvolto un ragazzino, portato in braccio al bar con tutta la carrozzina, e un uomo adulto che ha preferito risparmiarsi l’umiliazione restando fuori. Immagini di inciviltà che si replicano tutti i giorni da sempre senza che a nessuno venga in mente di risolvere almeno per dignità civile.

La stessa che la città ha dimostrato di avere, ad esempio, nei confronti della Guida Feltrinelli che ha dipinto la città capoluogo e l’intera provincia come “da evitare” e priva di ogni attrattiva almeno decente, Reggia compresa.

Uno schiaffo ben assestato contro il quale la città, istituzioni comprese, si sono ribellate minacciando querele e azioni legali d’ogni tipo contro chi ha di certo peccato di ignoranza e superficialità. Eppure, tralasciando che le polemiche certo non sono servite a far risalire la provincia dall’ultimo posto nella classifica delle province italiane stilata dal Sole24ore secondo parametri di vivibilità e servizi, resta il fatto che a guardarla con gli occhi dei disabili, Terra di Lavoro ha molto da farsi perdonare.

Ma almeno al monumento vanvitelliano, dove numero di presenze e consensi sembrano essere l’unico focus d’attenzione degli ultimi due anni, ci si chiede cosa impedisca ancora di abbattere le barriere architettoniche almeno nell’unico punto di ristoro presente tra le sue mura.

E se al buon Vanvitelli mancò l’intuito di prevedere ingressi senza gradini o varchi più ampi affinché ai posteri fosse concesso di realizzare scivoli per carrozzine, ci si chiede quante altre soluzioni esistono per evitare simili discriminazioni incivili, umilianti forse più di una guida turistica scritta da normodotati (e meno male).