Il Tar del Lazio ha confermato lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del Comune di Caserta. I giudici amministrativi hanno infatti respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco Carlo Marino, che aveva impugnato e chiesto l’annullamento del provvedimento di scioglimento adottato nell’aprile del 2025 dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
Con Marino si erano costituiti gli ex consiglieri Massimo Russo e Michele Picozzi, mentre dalla parte, oltre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Viminale e alla Prefettura di Caserta, si era costituito anche l’ex consigliere Donato Aspromonte. Nella sentenza il Tar scrive che “gli elementi indiziari citati nella proposta ministeriale – tra i quali, in particolare, il sostegno elettorale da parte di esponenti del clan mafioso e la ricorrente presenza di soggetti legati ai clan negli affidamenti pubblici, nota agli amministratori locali – valutati non atomisticamente, bensì nel loro complesso, gli uni alla luce degli altri, appaiano idonei a supportare, in termini di plausibilità e ragionevolezza, il giudizio dell’Amministrazione in merito all’esistenza di collegamenti, diretti o indiretti, tra amministratori locali e soggetti affiliati o vicini alla criminalità mafiosa”.
“La vicenda disonorevole dello scioglimento del Consiglio comunale di Caserta per infiltrazioni camorristiche, confermata oggi dalla decisione del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco Carlo Marino, pesa come un macigno ed è un danno reputazionale incommensurabile per la nostra città. Senza contare il danno prodotto dalla cattiva amministrazione del Pd che lascia in eredità 160 milioni di debiti, mentre le altre città sfruttavano al meglio le opportunità del Pnrr”. Lo afferma il deputato casertano della Lega e componente della commissione Antimafia Gianpiero Zinzi.
“Oltre al danno, anche la beffa. A pagarne le spese, come sempre, i nostri cittadini che non hanno nulla a che spartire con il sistema che ha messo in ginocchio la città in questi anni. I casertani non meritano tutto questo. Caserta ora – conclude – deve guardare avanti e riscrivere una nuova pagina che sia di riscatto”.
“Oltre al danno, anche la beffa. A pagarne le spese, come sempre, i nostri cittadini che non hanno nulla a che spartire con il sistema che ha messo in ginocchio la città in questi anni. I casertani non meritano tutto questo. Caserta ora – conclude – deve guardare avanti e riscrivere una nuova pagina che sia di riscatto”.




















