La CGIL di Caserta è convintamente al fianco della Sezione ANPI “Gennaro Di Paola” della Valle di Suessola, delle associazioni e delle forze democratiche del territorio che hanno denunciato la presentazione, a Santa Maria a Vico, del libro L’altra storia di Caio Mussolini.
Non siamo di fronte a un semplice evento culturale. Siamo di fronte a un’operazione politica che tenta di rilegittimare, attraverso una narrazione mistificata, un regime che ha cancellato libertà, sciolto i sindacati, represso il dissenso, perseguitato oppositori politici, deportato e sterminato cittadini e cittadine a causa delle leggi razziali, trascinato il Paese nella guerra e nella rovina morale e materiale.
Il fascismo non è materia neutra da riscrivere a uso e consumo di una parte politica. È un’esperienza storica fondata sulla negazione dei diritti e sull’annientamento del movimento dei lavoratori. È il regime che mise fuori legge la CGIL, incarcerò e confinò sindacalisti, represse scioperi e organizzazioni operaie. Per questo per noi l’antifascismo non è una bandiera identitaria: è la radice stessa della nostra esistenza.
In un tempo in cui crescono revisionismi, ambiguità e silenzi, riteniamo grave che spazi del territorio possano diventare luogo di operazioni che tendono a normalizzare il Ventennio. La libertà di espressione è un valore costituzionale, ma non può essere invocata per coprire o legittimare l’apologia di un regime condannato dalla storia e dalla Costituzione repubblicana.
La CGIL di Caserta richiama tutte le istituzioni locali a una responsabilità chiara: difendere la memoria storica e i valori antifascisti non è un atto simbolico, ma un dovere democratico. La nostra Carta nasce dalla Liberazione e pone un argine preciso contro ogni rigurgito autoritario. Indebolire quell’argine significa indebolire le tutele del lavoro, i diritti sociali, la partecipazione democratica.
“Non possiamo considerare neutra un’iniziativa che si muove dentro un clima di progressiva banalizzazione del fascismo – dichiara la Segretaria Generale della CGIL Caserta, Sonia Oliviero –. Per noi che rappresentiamo lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, la memoria non è un esercizio accademico ma un presidio quotidiano di democrazia. Il fascismo è stato la negazione dei diritti sindacali e della dignità del lavoro. Ogni tentativo di riscriverne la storia in chiave assolutoria è un’offesa alle vittime, ma anche un segnale preoccupante per il presente. Difendere l’antifascismo significa difendere i diritti sociali, la giustizia e la libertà di organizzarsi e di dissentire. Su questo non faremo un passo indietro”.
La CGIL Caserta sarà al fianco dell’ANPI e di tutte le realtà democratiche che intendono promuovere iniziative pubbliche di approfondimento storico serio, plurale e fondato sui fatti, per contrastare ogni forma di revisionismo e per riaffermare con forza che l’antifascismo è un valore vivo e attuale, che riguarda il lavoro, la scuola, le istituzioni e la qualità stessa della nostra democrazia.
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Presentazione del libro di Caio Mussolini, la Cgil al fianco delle associazioni
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