Con circa 32 mila preferenze, Giovanni Zannini (Forza Italia) è stato il candidato più votato in provincia di Caserta alle recenti elezioni regionali e il terzo più votato in tutta la Campania: del resto l’avvocato penalista di 52 anni, nato a Santa Maria Capua Vetere ma mondragonese di origini, del Consiglio regionale campano è un veterano essendo giunto alla sua terza legislatura.
Figlio di un importante esponente casertano delle Acli, per anni Zannini è stato riferimento politico dell’ex governatore De Luca nella provincia di Caserta riuscendo nel tempo ad accrescere il suo peso sul territorio.
Una scalata alle istituzioni partita da lontano, con la prima elezione in Consiglio regionale che risale al 2015 sotto le insegne di Centro Democratico – Scelta Civica, formazione della coalizione che sosteneva Vincenzo De Luca presidente. All’epoca fu eletto con 2686 preferenze. Una elezione offuscata per anni da un’inchiesta per brogli elettorali sulla scorta del ricorso presentato da un’altra candidata dalla sua lista rimasta fuori per una ventina di voti che accusò i componenti del seggio elettorale di aver manomesso alcune schede a vantaggio di Zannini. Il successivo processo si è concluso con l’assoluzione di tutti gli indagati “perché il fatto non sussiste”.
Il consenso raccolto nel 2015 fu praticamente decuplicato all’appuntamento successivo del 2020 quando il penalista casertano fu rieletto in Consiglio, stavolta con la civica De Luca Presidente, raccogliendo 21.226 preferenze.
Alla vigilia delle ultime elezioni, e a legislatura ormai agli sgoccioli, il passaggio sotto le fila di Forza Italia – nonostante le resistenze di una fetta del partito sul territorio – con cui ha riconquistato lo scranno in Consiglio aumentando ancora le sue preferenze (31.932). Quindi la rielezione e la nuova bufera giudiziaria frutto di un’inchiesta nata nell’ottobre del 2024.
Recordman di preferenze, chi è Zannini il consigliere campano nella bufera
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