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Caserta – Non è vero che la città è vuota. In realtà è pienissima, sì, di rifiuti e indecenze d’ogni tipo.

Perché non bastano i cassonetti straripanti, i rifiuti e gli escrementi di animali che si contendono marciapiedi sconnessi e aiuole incolte a corollario di una città spenta di iniziative, di negozi e volontà di riscatto. Perché a tutto questo ci si mette anche la Reggia che non risparmia ai suoi ospiti panorami non certo edificati per un monumento del suo calibro. A raccontarne uno scorcio ci pensano le foto scattate all’area laterale la fontana di Diana e Atteone, lì dove il nuovo chioschetto dovrebbe accogliere i turisti alla sommità del percorso lungo la via d’acqua della Reggia.

Un’accoglienza fatta di ciarpame sparso ovunque, di pedane d’acqua al sole tra gazebo caduti su arredi bar e frigoriferi ammassati alla meglio.

E mentre la città invasa dalla spazzatura almeno dal 25 luglio scorso  adduce motivi legati all’’impossibilità di sversare multimateriale, vetro e ingombranti nelle piattaforme di riferimento dopo l‘incendio dell’impianto di Caivano in località Pascarola e alla saturazione dei siti di Secondigliano e Villa Literno, alla Reggia i motivi del passaggio di consegne al nuovo gestore dei servizi di ristorazione-bar e l’allestimento dei nuovi spazi dopo la rimozione del chiosco in ferro ai piedi della fontana monumentale, giustificano poco la mancanza di decoro e attenzione che si deve ad un sito d’arte tra i più prestigiosi e fotografati al mondo.