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Napoli – “Ormai siamo giunti ad un punto di non ritorno, le parole non bastano più. C’è bisogno di un piano strategico e sinergico tra tutte le istituzioni per debellare questo fenomeno criminale posto in essere da bande di minori che destabilizzano la normale convivenza di questa citta”. Queste le parole del Segretario Provinciale SILP CGIL, Angelo Esposito, sui gravissimi casi di vandalismo da parte delle baby gang nel centro storico partenopeo. Ieri sera l’ultimo caso di delinquenza si è registrato in largo Sant’Antonio Abate, nella zona adiacente a Porta Capuana.

L’aggressione di ieri – sottolinea Esposito – ad opera di balordi di strada, nei confronti di un contingente della Polizia di Stato intenti ad evitare e dirimere incendi di ogni genere di materiale che avrebbe potuto causare gravi danni alla salute dei cittadini ed evitare situazioni di ordine e sicurezza pubblica in occasione della “festa di S. Antuono”, è di una gravità inaudita e non si presta a nessuna giustificazione”.

Intanto esprimiamo la nostra piena e profonda vicinanza e solidarietà – continua il Segretario Provinciale –  ai nostri colleghi, perché solo grazie alla loro esperienza e professionalità che si è potuto evitare il peggio. Ora ci aspettiamo una pronta reazione dello Stato, finalizzata a ripristinare la legalità e il rispetto delle regole. Riteniamo che per arginare questo fenomeno della criminalità minorile, bisogna come primo atto togliere la potestà genitoriale ai genitori di questi giovani delinquenti, affidandoli a strutture specializzate”.

Questi episodi di violenza diffusa – conclude Esposito – non può essere solo ed esclusivamente un problema di polizia, che già in molte occasioni si sostituiscono ai servizi sociali. C’è bisogno che le istituzioni, Tribunale dei Minori, Comune e Regione facciano la loro parte avviando questi giovani a corsi di educazione civica al fine di ottenere una vera e propria opera d’integrazione sociale. Poi sicuramente la polizia potenziata come promesso dalla Ministra La Morgese, farà la sua parte nella prevenzione e repressione di questi fenomeni”.