“Stiamo parlando dei bisogni degli italiani. Sicuramente questo referendum non c’entra assolutamente nulla con il far funzionare meglio la giustizia. Il nostro problema non è limitare l’autonomia o l’indipendenza della magistratura, ma far funzionare la giustizia che non funziona”. Così il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine dell’iniziativa “Un’altra idea di giustizia”, promossa a Napoli dalla Fp Cgil.
“Se il governo non prende nessun provvedimento – ha aggiunto Landini – a giugno 12.000 lavoratori precari, che sono quelli assunti con il piano nazionale di ripresa e resilienza e che hanno in questi mesi dato un contributo importante, vengono lasciati a casa. E’ da anni che c’è mancanza di posti, bisognerebbe fare investimenti sia in personale sia in tecnologie. E, da questo punto di vista, invece siamo al vuoto più totale. Così come, basta parlare con qualche familiare che purtroppo ha avuto la disgrazia di avere qualche morto in famiglia per la sicurezza sul lavoro. Anche in questo senso siamo di fronte al fatto che una Procura unica nazionale non è stata fatta. Siamo di fronte al fatto che in molti casi questi processi vanno in prescrizione oppure queste persone non hanno assolutamente giustizia”.
“Quindi – ha detto ancora Landini – questi sono i problemi che secondo noi vanno affrontati e sono queste le ragioni che ci portano ad essere impegnati per dire no a questo referendum, che risponde a una logica totalmente politica di un governo che non solo sulla magistratura, ma anche sull’informazione, ma anche sul Parlamento ha intenzione di cambiare, di modificare radicalmente la nostra Costituzione. Al contrario per noi la Costituzione va applicata proprio per garantire quei diritti. A partire dal diritto alla giustizia, ma anche il diritto al lavoro, il diritto alla salute che oggi non sono assolutamente garantiti”.
“Se il governo non prende nessun provvedimento – ha aggiunto Landini – a giugno 12.000 lavoratori precari, che sono quelli assunti con il piano nazionale di ripresa e resilienza e che hanno in questi mesi dato un contributo importante, vengono lasciati a casa. E’ da anni che c’è mancanza di posti, bisognerebbe fare investimenti sia in personale sia in tecnologie. E, da questo punto di vista, invece siamo al vuoto più totale. Così come, basta parlare con qualche familiare che purtroppo ha avuto la disgrazia di avere qualche morto in famiglia per la sicurezza sul lavoro. Anche in questo senso siamo di fronte al fatto che una Procura unica nazionale non è stata fatta. Siamo di fronte al fatto che in molti casi questi processi vanno in prescrizione oppure queste persone non hanno assolutamente giustizia”.
“Quindi – ha detto ancora Landini – questi sono i problemi che secondo noi vanno affrontati e sono queste le ragioni che ci portano ad essere impegnati per dire no a questo referendum, che risponde a una logica totalmente politica di un governo che non solo sulla magistratura, ma anche sull’informazione, ma anche sul Parlamento ha intenzione di cambiare, di modificare radicalmente la nostra Costituzione. Al contrario per noi la Costituzione va applicata proprio per garantire quei diritti. A partire dal diritto alla giustizia, ma anche il diritto al lavoro, il diritto alla salute che oggi non sono assolutamente garantiti”.
“Penso che la maggioranza dei cittadini italiani se gli parli della separazione delle carriere in molti casi non sa di quello che stai parlando”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a margine di un’iniziativa sulla giustizia a Napoli.
“Tra l’altro, com’è noto a tutti – ha spiegato Landini – è una cosa che è già possibile farla, non è vero che non è possibile farla ed è legata anche alla possibilità dei giudici di decidere di volerlo fare o meno. E sappiamo perfettamente che stiamo parlando di numeri limitatissimi e insisto, questo elemento non c’entra nulla con i veri problemi che i cittadini italiani vivono sui ritardi, sulla loro pelle quando hanno problemi di far rispettare, far funzionare la giustizia”. “Credo che sia importante dare un’informazione – ha continuato Landini – ma che non sia semplicemente concentrandosi sul quesito in quanto tale, che è un elemento che va conosciuto. Ci si dovrebbe interrogare del perché il governo, anziché affrontare i problemi enormi che sulla giustizia esistono per farla funzionare meglio, pensa che tutto possa essere risolto con questo tema che, come noto, non solo la separazione della carriera ma il cambiamento, il funzionamento diverso del Csm ha un obiettivo preciso, quello di portare sotto il controllo politico anche l’azione dei magistrati”. “Mentre è proprio perché la nostra Costituzione dice che la legge è uguale per tutti – ha concluso – servono magistrati e servono a una giustizia autonoma che non risponde a questo o quel potere politico ma che risponde solo al rispetto della legge”.
“Tra l’altro, com’è noto a tutti – ha spiegato Landini – è una cosa che è già possibile farla, non è vero che non è possibile farla ed è legata anche alla possibilità dei giudici di decidere di volerlo fare o meno. E sappiamo perfettamente che stiamo parlando di numeri limitatissimi e insisto, questo elemento non c’entra nulla con i veri problemi che i cittadini italiani vivono sui ritardi, sulla loro pelle quando hanno problemi di far rispettare, far funzionare la giustizia”. “Credo che sia importante dare un’informazione – ha continuato Landini – ma che non sia semplicemente concentrandosi sul quesito in quanto tale, che è un elemento che va conosciuto. Ci si dovrebbe interrogare del perché il governo, anziché affrontare i problemi enormi che sulla giustizia esistono per farla funzionare meglio, pensa che tutto possa essere risolto con questo tema che, come noto, non solo la separazione della carriera ma il cambiamento, il funzionamento diverso del Csm ha un obiettivo preciso, quello di portare sotto il controllo politico anche l’azione dei magistrati”. “Mentre è proprio perché la nostra Costituzione dice che la legge è uguale per tutti – ha concluso – servono magistrati e servono a una giustizia autonoma che non risponde a questo o quel potere politico ma che risponde solo al rispetto della legge”.
“Perché non sorteggiamo i parlamentari? Perché non sorteggiamo i sindaci? Siamo su ‘Scherzi a parte’ o siamo in un Paese serio e degno di questo nome? Sarebbe bene che questo governo non pensasse che i cittadini italiani sono un mondo di c… che non capiscono quello che sta succedendo, ci vorrebbe un po’ di rispetto”. E’ quanto ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a Napoli a margine di un’assemblea sui temi della giustizia. “Questo referendum – ha aggiunto Landini – non c’entra assolutamente nulla con la riforma della giustizia, che invece non vogliono fare. E lo dico a partire dai 12.000 giovani che vengono lasciati a casa o delle migliaia di lavoratori che mancano nei gangli essenziali del funzionamento della giustizia”.
Quanto al nuovo decreto sicurezza, Landini sottolinea che il problema “c’è, c’è una paura. Ma la logica con cui si affronta rischia di essere una logica che di per sé non è quella che risolve questi problemi, sapendo che c’è un tema anche di cultura, c’è un problema anche di disagio sociale, c’è un problema di aumento delle diseguaglianze e di rabbia sociale che sta crescendo, proprio perché buona parte delle persone fa fatica arrivare alla fine del mese”.
Quanto al nuovo decreto sicurezza, Landini sottolinea che il problema “c’è, c’è una paura. Ma la logica con cui si affronta rischia di essere una logica che di per sé non è quella che risolve questi problemi, sapendo che c’è un tema anche di cultura, c’è un problema anche di disagio sociale, c’è un problema di aumento delle diseguaglianze e di rabbia sociale che sta crescendo, proprio perché buona parte delle persone fa fatica arrivare alla fine del mese”.



















