Un palazzo storico, dove per 40 anni ha dimorato Giuseppe Moscati, il medico santo. Tre anni fa l’ordinanza di sgombero per 7 famiglie, a tutela della pubblica e privata incolumità. Poi più nulla. Siamo in via Cisterna dell’Olio, Centro Storico: Palazzo Moscati è di proprietà comunale.
Oggi la situazione di stallo è denunciata da Pino De Stasio, consigliere della Municipalità 2, con un post sui social. “Il Comune di Napoli, sotto l’amministrazione Manfredi – ricorda -, dispose lo sfratto di diverse famiglie, invocando una non meglio precisata “priorità d’intervento”. Quei residenti storici furono allontanati sulla base di una presunta instabilità strutturale del palazzo. Il Comune, proprietario dell’immobile, da allora non ha compiuto alcun intervento concreto per il recupero del cespite, nonostante in quegli anni fossero state individuate anche alcune risorse economiche”.
Cosa rimane ora? “Il risultato è un doppio danno – sostiene De Stasio -: al cuore della città e al suo tessuto umano. Un’espulsione dolorosa e ingiustificabile di famiglie che abitavano lì da generazioni”. Il consigliere sottolinea di aver scritto “a tutti gli uffici competenti, e anche al Prefetto, che convocò una riunione per comprendere cosa stesse realmente accadendo”. Ma la vicenda di Palazzo Moscati resta impantanata. “Oggi quell’immobile è abbandonato” ripete De Stasio, il quale posta una foto attuale dell’immobile. Sotto il portone in piperno, si nota una senza fissa dimora. È in cerca di riparo per la notte. “Oltre quella soglia, il vuoto” evidenzia il consigliere. L’accesso è sempre sbarrato dai catenacci. “Un deserto materiale e simbolico – rileva De Stasio -, mentre l’anima del Santo sembra gridare la necessità di riaprire, curare e restituire quel luogo alla città e ai suoi vecchi residenti”. L’impegno dell’esponente della Municipalità, adesso, è di rinnovare l’appello alle istituzioni ad intervenire. Al prefetto, per Palazzo Moscati. Ed ai servizi sociali per il senza fissa dimora.




















