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Portici (Na) – Anche in pieno inverno, senza la calca di bagnanti sulla spiaggia del Granatello, restano tanti i dubbi sullo stato definito “eccellente” per l’Arpac delle acque del mare di Portici. Secondo uno studio del CNR le acque dell’area orientale della città metropolitana di Napoli, paradossalmente, sono quelle più inquinate d’Italia da microplastiche.

Un mare, come quello del Comune vesuviano, che dallo scorso agosto risulta infatti, a sorpresa, non solo balneabile ma bensì “eccellente” secondo le analisi dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania. Uno studio cavalcato, come il miglior dei serfisti, anche dal sindaco della città della Reggia, Vincenzo Cuomo. Lo stesso, che a margine della pubblicazione dei rilievi, aveva fatto ben presente alla cittadinanza il miglioramento della balneabilità delle acque, sotto il suo mandato.

Ma a restare nel dubbio, anche dopo i rilievi del caso, sono gli stessi porticesi. Basti pensare infatti che nel censimento degli scarichi costieri in Campania, fatto a fine luglio dalla stessa Arpac, si evince come l’area di Napoli Est, quella confinante con Portici, sia la più inquinata dell’intera Regione.

Difatti le perplessità dalla scorsa estate ad oggi non sono mai terminate e le domande  senza risposta sono ancora tante.

Così dopo giorni di maltempo e tempeste le mareggiate hanno restituito al Porto del Granatello, tutte le microplastiche presenti nelle acque “eccellenti” di Portici e dintorni. A segnalare il “pieno di rifiuti” è stato oggi il consigliere comunale Alessandro Caramiello, della III commissione consiliare “Ambiente e qualità urbana”.

Non vorrei ritornare sull’argomento – ha spiegato il consigliere porticesi sui social – in merito al fatto che il nostro mare balneabile non vuol dire che sia pulito e devo ricordare che le nostre acque secondo uno studio del CNR sono quelle più inquinate d’Italia da microplastiche”.

Lo stesso Caramiello ha così proposto una soluzione, sostenibile, che ben presto sarà  al vaglio della Giunta vesuviana.
Abbiamo chiesto all’amministrazione di aderire al progetto LifeGate – spiega il consigliere comunale – installando in mare e precisamente nel porto del Granatello i cestini “Seabin”, i quali galleggiando sono in grado di catturare circa 1,5 kg di detriti al giorno, ovvero oltre 500 Kg di rifiuti all’anno (a seconda del meteo e dei volumi dei detriti), comprese le microplastiche da 5 a 2 mm di diametro e le microfibre da 0,3 mm. Seabin inoltre potrà catturare molti rifiuti comuni che finiscono nei mari come i mozziconi di sigaretta, purtroppo anch’essi molto presenti nelle nostre acque”.

Una risposta pratica, quella dei cestini “Seabin”, che potrebbe così tendere la mano ai tanti cittadini porticesi ancora scettici sulla balneabilità, avuta da circa 8 anni, delle acque del mare di Portici.