Dal comitato No Fly Zone riceviamo e pubblichiamo:
“Lo sviluppo economico e turistico della Campania secondo non può avvenire a discapito della salute dei cittadini, della sicurezza del volo e dell’equilibrio ambientale. È questo il fermo richiamo lanciato dal COMITATO NO FLY ZONE in merito al nuovo Master Plan dell’Aeroporto di Napoli-Capodichino, un progetto di potenziamento ritenuto insostenibile e impraticabile all’interno di un tessuto urbano così densamente abitato.
Nonostante il recente Piano Nazionale Aeroporti (PNA) 2026-2035 confermi il ruolo strategico degli scali campani, emergono pesanti colli di bottiglia e “deviazioni” rispetto alle conformità internazionali. Le criticità sollevate mettono in discussione la fattibilità tecnica degli obiettivi di crescita previsti dal gestore, evidenziando rischi strutturali e impatti sanitari cumulativi sulla popolazione residente.
I nodi tecnici: piste non conformi e “Air Capacity Crunch”
Il documento di analisi evidenzia l’irrisolta questione del rifacimento della pista 06/24, attualmente al centro di un braccio di ferro tra GESAC ed ENAC. La pista presenta dislivelli longitudinali e trasversali non conformi agli standard ICAO-EASA. Inoltre, i cambiamenti climatici aggravano la situazione: con temperature esterne di 40°C e picchi di 65°C sulla pavimentazione, la tenuta del sedime aeroportuale è a rischio, specie in una zona bradisismica.
A questo si aggiunge l’inadeguatezza dello scalo (classificato D) a ospitare flotte intercontinentali “heavy” di categoria superiore E ed F (come Boeing 787 o Airbus A330/A380) pesanti fino a 400 tonnellate. L’obiettivo di passare dagli attuali 30 a 37 movimenti/ora, proiettando i voli annui verso il target di 155.520, viene definito “tecnicamente improponibile” a causa dei limiti strutturali di terminal e piazzole di sosta (airport capacity crunch).
L’allarme sanitario: picchi di patologie oncologiche
L’aspetto più drammatico riguarda l’impatto sulla salute pubblica. Nei quartieri più esposti all’attività aerea e al traffico indotto – come San Pietro a Patierno, il centro storico e l’area portuale – si registra un quadro sanitario preoccupante. I dati del Registro Tumori e le segnalazioni dell’ISDE (Medici per l’Ambiente – Sezione di Napoli), per voce del Dott. Antonio Marfella, evidenziano un’incidenza anomala di tumori polmonari che richiede l’avvio immediato di un’indagine epidemiologica specifica.
Le richieste ad Enac, Regione Campania e Comune di Napoli: stop al Master Plan e focus su Grazzanise
Per queste ragioni, il Comitato No Fly Zone a nome dei cittadini sorvolati chiede la sospensione di ogni valutazione sul Master Plan di Capodichino, subordinandola a sei punti imprescindibili:
- Piena trasparenza e conoscenza degli obiettivi effettivi del piano.
- Rigorosa valutazione del safety/risk assessmentsui movimenti orari.
- Valutazione d’impatto ambientale e sanitario (procedura VIA-VAS-AIA).
- Verifica della sostenibilità urbanistica e viabilistica.
- Verifica urgente dello stato autorizzativo dello scalo di Grazzanise, infrastruttura di oltre 1000 ettari indispensabile per assorbire la crescita del traffico al 2035.
- Un nuovo modello di distribuzione dei voli che non penalizzi la città di Napoli.
“Il diritto alla salute, alla sicurezza e alla vivibilità dei cittadini deve prevalere sulle logiche di pura espansione commerciale”, conclude il documento, che è stato formalmente depositato affinché venga acquisito agli atti del procedimento”.


















