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Il caro carburanti e l’onda delle proteste rischiano di avere un impatto anche sull’attività giudiziaria, nel distretto della Corte d’appello di Napoli. A Torre Annunziata, la presidente del Tribunale, Giovanna Ceppaluni, invita i magistrati , “a valutare con particolare attenzione e flessibilità, nell’ambito dei poteri processuali di ciascuno, gli impedimenti dei difensori”. La sua è una risposta alla sollecitazione di Pasquale Damiano, presidente del Coa di Torre Annunziata. In una lettera a Ceppaluni, l’ordine forense rappresentava una “difficoltà a raggiungere gli uffici giudiziari”. In seguito a “moltissime segnalazioni da Colleghi”, Damiano lanciava l’allarme alla presidenza del Tribunale. “Le ragioni – spiegava – sono legate ai blocchi che investono alcuni tratti autostradali e strade a scorrimento veloce (SS 268 ad esempio), ed alla concomitante difficoltà di approvvigionamento di carburante che magari consente loro di raggiungere l’ufficio ma non il ritorno allo studio. Infatti è in esaurimento, da quel che mi viene rappresentato, il combustibile presso i pochi distributori ancora aperti”. Una situazione definita “allucinante ed imprevedibile“, e “certamente non risolvibile attraverso la presenza dei pochi colleghi presenti in udienza per un uso massivo delle deleghe”. Il presidente del Coa di Torre Annunziata chiedeva dunque “la attivazione/utilizzazione degli strumenti emergenziali previsti per legge al fine di tutelare” il diritto di difesa.

Nella risposta, Ceppaluni tiene “conto della gravissima situazione di disagio di questi giorni”. E quindi, oltre al criterio della flessibilità, la presidente del Tribunale invita “a tenere in considerazione eventuali ritardi nella comparizione dei difensori e le richieste di rinvio motivate dalle suddette difficoltà, purché tempestivamente rappresentate e, ove possibile, documentate anche a mezzo Pec alla cancelleria”. I cancellieri sono invitati a “trasmettere senza ritardo ai magistrati assegnatari le comunicazioni pervenute”. Nei procedimenti con misure cautelari in corso e “nei casi di particolare urgenza”, si esorta a “contemperare le esigenze di tutela del diritto di difesa con quelle di celerità”. Si ribadisce tuttavia che “la sospensione generalizzata dei termini processuali non rientra tra i poteri dei dirigenti degli uffici giudiziari“. Dovrebbe, viceversa, provvedere il governo.

A Napoli, analoghe preoccupazioni investono il Consiglio dell’ordine avvocati. Una richiesta urgente di adozione di misure organizzative ed emergenziali è partita dal presidente Carmine Foreste. Destinatari sono i presidenti di Tribunale, Corte d’appello, Tribunale di Sorveglianza, Tribunale dei minorenni, Tar Campania, Sezione giurisdizionale della Corte dei conti e Corte di giustizia tributaria della Campania. “Sempre più numerose ed allarmate – sottolinea Foreste – giungono a questo Consiglio dell’Ordine le segnalazioni di Colleghe e Colleghi, nell’assoluta ed oggettiva impossibilità di raggiungere le sedi giudiziarie del distretto“. Le arterie di collegamento principali e a scorrimento veloce – tra cui la SS 268, i nodi autostradali dell’A1 e dell’A30- risultano “paralizzate o da presidi fisici o da code chilometriche presso gli impianti di erogazione – scrive il presidente del Coa di Napoli -, la maggior parte dei quali ha ormai esaurito le scorte sia di benzina che di gasolio”. A ciò si aggiunge “il preannunciato e progressivo fermo del trasporto pubblico locale e regionale (aziende Eav, Anm e altre), il quale impedisce ogni alternativa di spostamento a medio-lungo raggio“. Anche qui si evidenzia uno scenario “eccezionale e non imputabile agli avvocati”, suscettibile “di compromettere seriamente il regolare ed equo svolgimento della giurisdizione“, determinando “un’evidente ed inammissibile compressione” del diritto costituzionale di difesa. Foreste chiede “formalmente l’adozione urgente di apposite direttive e misure emergenziali”. Tra i provvedimenti invocati: la raccomandazione ai magistrati del distretto di valutare “con la massima elasticità e ragionevolezza l’impedimento incolpevole del difensore, disattendendo ogni decadenza o preclusione e disponendo, ove richiesto, il rinvio delle cause e dei procedimenti non urgenti; L’adozione di un regime flessibile negli orari di chiamata dei ruoli di udienza, evitando rigidità nell’accertamento delle assenze e concedendo congrui termini di attesa per la comparizione delle parti e dei difensori; Il ricorso preferenziale, ove consentito dalle norme vigenti e laddove la dotazione tecnologica lo permetta, alle modalità di collegamento da remoto o alla trattazione scritta per la celebrazione delle udienze civili e camerali”. Una risposta al Coa di Napoli è attesa in queste ore.