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FOTO/ Consegnata la coppa, scoppia la festa: il Partenio incorona i suoi eroi

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L’Avellino chiude con una sconfitta il ciclo casalingo della stagione 2024/2025, ma può comunque sorridere. Al termine della sfida contro il Padova, il presidente della Lega Pro Matteo Marani ha consegnato alla società biancoverde il trofeo per la promozione diretta in Serie B, in virtù del primo posto conquistato nel girone C di Serie C.

Allo stadio “Partenio-Lombardi”, gremito di entusiasmo nonostante il risultato sfavorevole, è andata in scena una nuova festa che ha coinvolto proprietà, staff tecnico, calciatori e tifosi. L’Avellino ha così potuto celebrare ufficialmente il ritorno tra i cadetti, dopo una stagione ricca di soddisfazioni.

Foto Giovanni Cataldo

Il viaggio del trionfo: il popolo biancoverde accompagna i suoi campioni

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Ancora una volta, la città si è fermata per stringersi attorno ai suoi eroi. I biancoverdi sono tornati a casa e ad accoglierli c’erano migliaia di volti, di voci, di mani alzate al cielo. Una festa che non conosce fine, una passione che non si spegne mai.

Le strade del capoluogo si sono trasformate in un fiume umano: cori, bandiere, fumogeni, emozioni. Da via Carducci a via Annarumma, ogni angolo ha raccontato una storia di appartenenza, di fede, di amore incondizionato. Il pullman della squadra ha sfilato tra due ali di folla in delirio, accompagnato da canti e applausi che sembravano non finire mai.

È il proseguimento naturale di una promozione che ha unito tutti sotto gli stessi colori. Una città intera che si è riscoperta comunità, che ha trovato nel calcio la sua voce più autentica. L’Avellino non è solo una squadra: è un simbolo, è identità, è orgoglio.

Ma la stagione non è ancora finita. Dopo l’abbraccio della gente, si torna al lavoro: all’orizzonte c’è l’ultimo impegno ufficiale, la Supercoppa. Sabato prossimo a Chiavari, contro la Virtus Entella, l’Avellino disputerà la seconda e ultima gara del mini-torneo che assegna il titolo simbolico tra le regine della Serie C. Sarà l’ultimo atto sul campo, ma non certo l’ultimo brivido.

Perché questo finale di stagione non è solo una chiusura: è un trampolino verso il futuro. Un futuro che i tifosi sognano a occhi aperti. E intanto, si canta, si balla, si brinda. Perché ad Avellino, quando si vince, si vince insieme.

Napoli, Conte: “Chi vince scrive la storia gli altri la leggono”

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“Chi vince scrive la storia gli altri la vanno a leggere. Nessuno si ricorderà di noi se arriviamo secondi, la storia va scritta vincendo“. Così Antonio Conte, ai microfoni di Dazn , dopo la vittoria del suo Napoli a Lecce. “Oggi è stata una vittoria importante ma non la più importante – aggiunge – Temevo questa partita, venivano da un pari con l’Atalanta. Poi c’è stata questa disgrazia che ha colpito una persona che io conoscevo, sono vicino al Lecce e ai leccesi. Noi abbiamo fatto la nostra gara, dovevamo mandare un segnale positivo e lo abbiamo fatto. Nel primo tempo abbiamo giocato bene poi siamo stati meno propositivi”.

 A tre giornate dal termine il suo Napoli è saldamente al comando: “E’ una tappa importante questa. Siamo arrivati gestendo un’emergenza – le parole di Conte – Sembra tutto normale, oggi ha giocato Olivera centrale per la prima volta. La squadra ha risposto con tutti i suoi effettivi, tutti vogliono fare qualcosa di straordinario. Oltre all’unità d’intenti ci devono essere dei valori, siamo cresciuti tantissimo dalla partita con il Modena. Partita stressante? Sono partite che ti sfiniscono, comprendi l’importanza. Pareggiare o vincere oggi ci cambiava la vita, ecco perché sono rientrato prima, dovevo scaricarmi”.

Oggi si è fatto male Lobotka – ha proseguito il tecnico – mi auguro che possa recuperare perché stiamo continuando a perdere dei pezzi, però non molliamo. E questa è la dote principale di questa squadra. Stiamo sul pezzo e vogliamo continuare fino alla fine. Ho perso e vinto degli scudetti all’ultima giornata, ho l’esperienza giusta per far capire ai ragazzi l’importanza. La storia la scrive chi vince, non si ricorderà nessuno se arriviamo secondi”.

Colpo pesante a Lecce: Raspadori lancia il Napoli verso lo scudetto

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Un gol, tanto basta. Ma serve anche cuore, resistenza e un pizzico di fortuna. Il Napoli sbanca Lecce con il minimo scarto e si prende tre punti pesantissimi nella corsa scudetto, consolidando il primato a +6 sull’Inter, in attesa del match di San Siro, a tre giornate dalla fine. A firmare il successo è Giacomo Raspadori, che decide il match con una punizione velenosa al 24’. Una partita sporca, interrotta, nervosa, a tratti spigolosa e poi difesa con le unghie e con i denti fino all’ultimo secondo.

Partita – Pronti via, e dopo appena due minuti il Napoli sembra già avanti: Politano rientra sul sinistro e calcia, Lukaku devia in rete ma il Var congela l’entusiasmo azzurro. È fuorigioco. La rete viene annullata e subito dopo la gara si ferma: i tifosi di casa lanciano oggetti e fumogeni in campo. L’arbitro sospende il gioco per circa cinque minuti, complice anche la rete bucata da un petardo.

Quando la gara riprende, il Napoli prende in mano il pallino del gioco. Al 24’ arriva il vantaggio: punizione dal limite e Raspadori sorprende Falcone con un destro potente e preciso. È il quinto gol in campionato per l’ex Sassuolo, che eguaglia il bottino della passata stagione. Il Lecce non ci sta e al 37’ sfiora il pari con Gaspar: colpo di testa su corner e traversa piena. Il Napoli si salva e va al riposo sull’1-0.

Nel secondo tempo il Lecce alza il baricentro e prova a colpire. L’occasione più nitida capita a Helgason, che al 52’ costringe Meret a una parata spettacolare dopo una deviazione di Lobotka. Proprio lo slovacco è costretto a uscire poco dopo, sostituito da Gilmour. Conte cambia anche in avanti: fuori Raspadori e Lukaku, dentro Billing, Simeone e Ngonge. Ma il Napoli fatica a ripartire e si affida alla solidità della sua difesa. Negli ultimi minuti il Lecce ci prova con il cuore, ma senza lucidità. Il Napoli stringe i denti, copre ogni spazio e resiste. Al 95’ l’ultimo assalto salentino non sortisce effetti: l’1-0 regge fino al triplice fischio.

A tre giornate dalla fine, il Napoli è padrone del proprio destino. La vittoria al Via del Mare vale oro: scavalcare l’ostacolo Lecce, in una serata complicata e su un campo ostico, è il segnale di una squadra che ha imparato a soffrire. Il titolo è ancora da conquistare, ma la strada è quella giusta.

Lecce-Napoli 0-1

Marcatori: 24′ Raspadori (N)

Lecce (4-3-3): Falcone; Guilbert (17′ st Veiga), Baschirotto, Gaspar, Gallo; Coulibaly, Pierret (21′ st Berisha), Kaba (1′ st Tete Morente); Pierotti (39′ st N’dri), Krstovic, Karlsson (1′ st Helgason). A disp.: Fruchtl, Samooja, Gabriel, Sala, Rafia, Ramadani, Banda, Rebic, Sansone. All.: Giampaolo.

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera, Spinazzola; Anguissa, Lobotka (8′ st Gilmour), McTominay; Politano (43′ st Ngonge), Lukaku (43′ st Simeone), Raspadori (34′ st Billing). A disp.: Contini, Scuffet, Marin, Mazzocchi, Hasa, Okafor. All.: Conte

Arbitro: Massa

Ammoniti: Krstovic, Tete Morente (L)

 

Tragedia sulla Statale 92, muore motociclista 58enne irpino

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Un tragico incidente stradale è costato la vita a un uomo di 58 anni, originario di Avellino, questa mattina lungo la Statale 92 dell’Appennino Meridionale, nel territorio di Anzi. La vittima viaggiava in direzione Potenza a bordo della sua moto quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo. Nell’incidente non risultano coinvolti altri veicoli.

La Statale 92, nota per il suo tracciato tortuoso e panoramico, è particolarmente apprezzata dai motociclisti, soprattutto nei fine settimana. Proprio questa caratteristica, però, può rivelarsi insidiosa. I soccorsi, giunti tempestivamente, non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo, avvenuto sul colpo. Sul posto, intorno alle 13:40, sono intervenuti i Carabinieri, che hanno avviato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.

FOTO/ Benevento Primavera battuto anche dal Napoli: sesto ko di fila, addio playoff

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Nel torneo Primavera 2, é proseguito anche contro il Napoli il periodo nero del Benevento Primavera giunto alla sesta sconfitta di fila. All’Avellola a dare un nuovo dispiacere ai giallorossini é stato il Napoli (terza forza del girone) che ha espugnato l’impianto sannita con una rete di Popovic dopo appena sei minuti di gioco. La squadra di mister Iezzo, nonostante una gara subito in salita ha provato in tutti i modi a rimettere in sesto la contesa ma è andata puntualmente a sbattere contro l’impenetrabile difesa dei partenopei allenati dall’ex Dario Rocco, fino a due anni sulla panchina della Strega. Nel secondo tempo forti proteste dei padroni di casa per un possibile calcio di rigore ma l’arbitro ha fatto proseguire il gioco.

Il sesto ko di fila ha fatto precipitare il Benevento Primavera al settimo posto, a – 4 dai playoff ormai non più raggiungibili quando manca una sola giornata al termine della regular season. Un calo verticale di rendimento inspiegabile dopo gran parte della stagione che ha visto i giallorossini sempre nelle posizioni che contano. 
 
Tabellino

Benevento-Napoli 0-1

Benevento: Giangregorio, Fastiggi (28’st Sasso), Masi (18’st Battista), Avolio, Nonga, Ciurleo, Borrelli, Rucci (28’st Balzano), Milucci (36’st Polverino), Francescotti, Sessa. A disp.: D’Alessio, Mandato, Mirashi, De Stefano, Festino, Politi. All.: Iezzo

Napoli: Turi, Di Martino, Garofalo, Gambardella, Russo, Esposito (16’st Colella), Ballbile (25’st Malasomma), De Martino, Mboumbou (38’st Viola), Popovic, Borriello. A disp.: Sorrentino, Distratto F., D’Angelo, Cimmaruta, Pinzolo, Anic, Distratto D., Napoletano. All.: Rocco

Arbitro: Totaro di Lecce. Assistenti: Panebarca ei Di Muzio di Foggia

Marcatore: 6’pt Popovic 

Primavera 2: Frosinone 63, Ascoli 56, Napoli 55, Ternana 53, Pescara 44, Pisa 42, Benevento 40, Palermo 40, Cosenza 40, Spezia 37, Avellino 31, Salernitana 31, Perugia 29, Bari 28, Crotone 27, Monopoli 25.

 

Supercoppa, Capelli regala la vittoria al Padova: Avellino ko

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Il Padova si aggiudica la prima sfida della Supercoppa di Serie C. A decidere il match è il gol di Capelli al 17’, che regala ai biancoscudati tre punti preziosi nel triangolare tra le regine della terza serie. L’Avellino, spinto da un pubblico caloroso, prova a reagire ma non trova la via del pareggio.

La serata, però, ha comunque un sapore speciale per i lupi: al termine della gara, la Lega Pro ha consegnato la targa celebrativa per la vittoria del girone C e la promozione diretta in Serie B. Un tributo meritato per una squadra che ha saputo dominare il campionato, riportando entusiasmo in città.

PRIMO TEMPO. L’Avellino conferma la difesa titolare, mentre a centrocampo c’è la novità Palumbo e sulla trequarti spazio a D’Ausilio; in avanti confermato il tandem offensivo formato da Patierno e Lescano. Il Padova parte subito forte con un colpo di testa di Bortolussi al 1’ che termina a lato. Al 14’ è l’Avellino a farsi vedere con un’azione ben costruita da Cancellotti e Palumbo: Patierno conclude, ma la palla finisce sul fondo. Al 17’ arriva la doccia fredda per i biancoverdi: errore di Patierno, ne approfitta Capelli che con un bolide dalla distanza sorprende Iannarilli. Padova in vantaggio 0-1. Ci prova l’Avellino al 31′ Cross di Palmiero, colpo di testa di Lescano che lavora di sponda e vede Patierno sul palo opposto. Assist un po’ troppo lungo per l’attaccante, che prova ad arrivarci in spaccata ma non becca la porta. Primo tempo in archivio sul risultato di 0-1 in favore dei veneti, decide la reti di Capelli al 17′ del primo tempo.

SECONDO TEMPO. L’Avellino apre la ripresa con un piglio più aggressivo, stabilendosi con continuità nella metà campo del Padova. Al 5’ si registra il primo squillo biancoverde: cross preciso di Palmiero sul secondo palo, D’Ausilio fa da sponda per Enrici che di testa non inquadra lo specchio. Un minuto dopo è Patierno a provarci in acrobazia su assist di Sounas, ma il tentativo finisce per colpire il compagno Bortolussi. L’occasione più nitida arriva al 9’: punizione di Cagnano e incornata di Rigione in piena area, con la palla che termina alta sopra la traversa. All’11 cross di Sounas, Lescano parte poco oltre la difesa del Padova e insacca di piatto. Tutto inutile. L’Avellino spinge al 20′ con Palmiero che ci prova dalla distanza, Fortin respinge corto nei pressi di Panico, che non riesce a recuperare la sfera. Termina 1-0 in favore del Padova, decide la rete di Capelli.

 

Il tabellino di Avellino-Padova (0-1):

Marcatore: 17′ pt Capelli (P)

Avellino (4-3-1-2): Iannarilli; Cancellotti, Rigione (57’st Russo), Enrici, Cagnano (77′ st Manzi); Palumbo (57’st Panico), Palmiero (77′ st Zuberek), Sounas; D’Ausilio (68′ st Rocca); Patierno, Lescano. A disposizione: Marson, Guarnieri, Todisco, Cionek, Frascatore, Manzi, Rocca, Tribuzzi, Armellino, Mutanda, Panico. All.: R. Biancolino.

Padova (3-4-2-1): Fortin; Faedo, Delli Carri, Perrotta; Capelli (85′ st Favale), Bianchi (57′ st Crisetig), Cretella (57′ st Fusi), Villa; Varras, Valente (77′ st Kirwan); Bortolussi (57′ st Spagnoli). A disposizione: Voltan, Sala, Belli, Russini, Liguori, Granata, Pirrello, Buonaiuto. All.: M. Adreoletti.

Arbitro: Lorenzo Maccarini della sezione di Arezzo. Assistenti: Alessandro Cassano della sezione di Saronno e Roberto Meraviglia della sezione di Pistoia. Quarto ufficiale: Cristiano Ursini della sezione di Pescara.

Note: ammonito: Palmiero, Cancellotti (A); angoli 3-2; recupero: 1′ pt – 5′ st 

118, l’ASL Benevento: “Tutele contrattuali garantite. Incontro urgente per fare chiarezza”

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In merito agli articoli apparsi negli ultimi giorni sugli organi di stampa e alle segnalazioni ricevute da parte di qualche organizzazione sindacale, l’ASL Benevento intende fare chiarezza sulle condizioni di lavoro del personale impegnato nel Servizio 118.
Il servizio è stato affidato, tramite gara pubblica, ad una ATS (Associazione Temporanea di Scopo) composta da Misericordie, Croce Rossa Italiana e ANPAS. È previsto che tutti gli infermieri e gli autisti soccorritori siano assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con tutte le tutele previste dalla legge.
La responsabilità di applicare correttamente il contratto collettivo nazionale e di garantire condizioni di lavoro dignitose ricade sull’ATS, in quanto datore di lavoro.
L’ASL Benevento, attraverso il RUP (Responsabile Unico del Procedimento) e il DEC (Direttore dell’Esecuzione del Contratto), svolge attività di vigilanza sul rispetto delle condizioni previste dalla gara. Inoltre, per rafforzare ulteriormente la qualità del servizio, la nuova gara ha previsto un percorso di formazione obbligatoria, di base e avanzata, per tutto il personale, finanziato direttamente dall’Azienda.
Tuttavia, in considerazione delle sollecitazioni ricevute, il Direttore Generale dell’Asl Bn, ha disposto la convocazione di un incontro urgente con l’ATS e tutti gli attori coinvolti, al fine di affrontare la questione in modo trasparente e costruttivo.

Montesarchio, l’opposizione attacca: “Ennesima occasione persa per commercio locale”

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“Il consiglio comunale di martedì ha lasciato un forte amaro in bocca. Ai cittadini che credevano che questa amministrazione avesse a cuore le reali esigenze della popolazione è stato dimostrato per l’ennesima volta la scelta di voler anteporre gli interessi privati a quelli pubblici. Con il voto contrario dei consiglieri di minoranza e con l’uscita dall’aula della consigliera di maggioranza Iachetta, l’unica ad aver dimostrato coi fatti la sua contrarietà, è stata votata favorevolmente da tutta la maggioranza la delocalizzazione del mercato settimanale, ennesima batosta al commercio locale”. Così in una nota i consiglieri di minoranza Annalisa Clemente, Ilaria Caturano, Gaetano Mauriello, Antonino Maffei, Nicola Striani. 
“Ci chiederemmo le motivazioni che – scrivono – hanno spinto molti consiglieri di maggioranza, che apertamente negli anni scorsi si erano dichiarati contrari alla proposta, cosa gli abbia fatto cambiare idea, e soprattutto se tale ripensamento sia avvenuto a seguito della presa di coscienza della bontà della proposta, o di un mero servilismo. Noi crediamo che si sia deciso di aderire a una scelta di carattere privatistico, e i consiglieri di maggioranza che hanno votato a favore di tale proposta devono prendersi la responsabilità politica della scelta di aver tolto al centro della città un simbolo, che rappresentava una sua identificazione culturale.

Circa un anno fa, ci giungevano le dichiarazioni del sindaco, che accusava la minoranza di soffiare su un fuoco del malcontento che, semplicemente, non c’è. Ci chiediamo se sia ancora convinto di tali affermazioni, visto che sembrerebbe che nessun commerciante sia stato effettivamente e seriamente interpellato, anzi qualcuno anche zittito.
Se prima il commercio era considerato in fase calante, possiamo concludere che con questa scelta scellerata è stato definitivamente distrutto. Attendiamo l’imminente istallazione delle strisce blu per il parcheggio a pagamento, per il colpo finale”. 

Protesta dei tifosi del Lecce: lancio di petardi e fumogeni durante gara col Napoli

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Lecce-Napoli è ripresa, dopo 5′ di stop, dopo il ripetuto lancio in campo di petardi e fumogeni da parte dei tifosi salentini in aperta protesta nei confronti della Lega di A. L’arbitro Massa al 7′ è stato costretto a interrompere il match ripreso dopo che è stata riparata la rete.

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