Lo scontro alla Fondazione Teatro San Carlo approda alla diretta del venerdì di Vincenzo De Luca. E il governatore accenna perfino alla Procura di Napoli e alla Procura regionale della Corte dei conti. Sul perché De Luca non si dilunga molto, ma carica di gravità le sue parole. “Ne parleremo, non abbiate dubbi – assicura – partendo dal voto contrario del rappresentante della Regione al bilancio di previsione 2023 del teatro, voto espresso dopo aver rilevato un falso in bilancio, credo segnalato anche con esposti all’autorità giudiziaria e alla Corte dei conti”.
Secondo il governatore, infatti, “se si presenta come voce attiva un finanziamento inesistente, secondo il rappresentante della Regione professor Riccardo Realfonzo e anche secondo me si tratta di falso in bilancio”. De Luca non dice di più, limitandosi a chiedere di “chiudere con dignità la vicenda del San Carlo”. Il riferimento è alla disputa legale sulla nomina del sovrintendente Fulvio Macciardi, oggetto di ricorsi del sindaco Gaetano Manfredi. “Sono trascorsi cinque mesi dalla scadenza del mandato del precedente sovrintendente (Lissner, ndr)” ricorda il governatore.
Sulle accuse di De Luca, un pesante indizio si può tuttavia rilevare dal sito della Regione. Il 20 gennaio 2023, infatti, viene pubblicata la relazione di Realfonzo. Nel presentarla, l’ente di Santa Lucia sintetizza le presunte criticità. Sono sei. “Nella relazione si evidenzia tra l’altro – si legge sul sito –:1. appostamento in bilancio del finanziamento regionale (Fondi POC) per euro 2.000.000: risorse inesistenti; 2. previsione di una significativa riduzione dei costi di produzione e gestione non documentata; 3. previsione di aumento delle entrate per bigliettazione incoerente rispetto alla prevista chiusura del teatro per tre mesi e il trasferimento delle attività al teatro Politeama; 4. previsione di un piano di assunzioni senza dimostrata sostenibilità finanziaria; 5. presenza di costi ingiustificati a seguito della nomina, da parte del Soprintendente, del Direttore Generale, figura non prevista dallo Statuto, per l’espletamento di funzioni proprie del Soprintendente; 6. necessità di precisare importo dei compensi annui riconosciuti al Soprintendente (euro 240.00 + euro 36.000 per alloggio), eccedenti il tetto massimo previsto dalla legge“. Qualora fossero confermati gli esposti della Regione, è presumbile che la relazione integrale sia stata allegata, assieme al bilancio di previsione della Fondazione.