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Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Potere al Popolo! – Agro Nocerino – Sarnese

Le dichiarazioni diffuse dal sindaco in risposta al nostro video-denuncia impongono alcune precisazioni, nel rispetto della verità dei fatti e del diritto dei cittadini a essere correttamente informati.

In primo luogo, è un dato oggettivo che l’accelerazione degli interventi visibili nel cantiere di via Pittoni sia avvenuta solo ultimamente e le dichiarazioni – finalmente! – dopo la denuncia pubblica. Per mesi, nonostante il rinvenimento di amianto accertato già nel giugno 2024, il sito è rimasto in condizioni critiche, con terreno scoperto, materiali accantonati e assenza di una comunicazione chiara sullo stato reale delle operazioni. Definire “polemiche” le preoccupazioni dei cittadini significa adottare un approccio paternalistico e inadeguato su un tema che riguarda la salute pubblica.

La stessa dichiarazione del sindaco conferma oggi ciò che veniva minimizzato ieri. Se la bonifica “prosegue”, come affermato, significa che il problema non era risolto, né circoscritto. A distanza di oltre un anno dal primo rinvenimento, il cantiere risulta ancora fermo alla fase di messa in sicurezza ambientale, mentre il progetto di riqualificazione – finanziato anche con fondi PNRR e con orizzonte temporale al 2026 – è ancora lontano dalla sua attuazione. In tutto questo periodo non è mai stato comunicato con chiarezza lo stato di avanzamento, le criticità emerse, né le prospettive concrete di ripresa dei lavori.
Vi sono poi aspetti che destano ulteriore preoccupazione. 
 
La movimentazione dei materiali, avvenuta in modo repentino subito dopo l’uscita del video-denuncia, solleva interrogativi legittimi sulla tracciabilità e sulle modalità di smaltimento. Dove sono stati portati quei sacchi, rimossi improvvisamente dopo mesi di stazionamento? Con quali analisi preventive, con quali formulari, con quali garanzie sul trasporto e sul conferimento? È compatibile con le buone pratiche ambientali il trasferimento di materiale potenzialmente contaminato tramite mezzi aperti? Se il terreno risulta contaminato, perché l’area non è stata dotata fin dall’inizio di coperture impermeabilizzanti e strutture di contenimento adeguate?
Colpisce inoltre il silenzio protratto di numerosi esponenti politici e istituzionali che oggi intervengono pubblicamente, pur essendo a conoscenza della situazione da tempo. Perché solo ora si avverte la necessità di esporsi e rassicurare, quando per mesi non vi è stato alcun aggiornamento rivolto alla cittadinanza?
Ribadiamo che la rimozione di materiali non equivale alla bonifica. La normativa ambientale prevede passaggi chiari e non aggirabili: caratterizzazione del sito, verifiche analitiche, valutazione delle soglie di rischio, prescrizioni degli enti competenti, tracciabilità completa dei rifiuti pericolosi. Senza la pubblicazione degli atti tecnici, dei verbali ARPAC e delle risultanze ufficiali dei controlli, restano solo dichiarazioni, non verificabili dai cittadini.

Per queste ragioni, abbiamo già inviato una PEC all’ASL e all’Ispettorato del Lavoro, affinché venga fatta piena luce sulla gestione del cantiere, sulle condizioni di sicurezza adottate nel tempo e sulla tutela effettiva della salute pubblica. Chiediamo trasparenza, documenti e risposte puntuali. Chiediamo chiarezza. Su questo “terreno” non ci possono essere scorciatoie né narrazioni accomodanti.