Da Benevento a Palermo: boss della mafia in cella comunicavano grazie a un avvocato

Da Benevento a Palermo. Da carcere a carcere. Il boss di Misilmeri Pietro Formoso, pur rinchiuso nella struttura di Pagliarelli, riusciva comunque a c

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Da Benevento a Palermo. Da carcere a carcere. Il boss di Misilmeri Pietro Formoso, pur rinchiuso nella struttura di Pagliarelli, riusciva comunque a comunicare con il suo collega Franco Colletti, autorevole mafioso di Villabate, detenuto nel penitenziario di Capodimonte a Benevento.

Ci pensava l’avvocato Alessandro Del Giudice a far da ambasciatore, con la complicità di un altro boss ospite del carcere sannita, anche lui cliente del legale, Salvino Sorrentino

A raccontarlo è l’edizione palermitana de ‘La Repubblica’. Che riporta:  “Vorrei mandargli a dire… fargli un conto economico…”, diceva Formoso. Era il 12 aprile del 2014, il boss di Misilmeri e l’avvocato erano intercettati e videoregistrati nella sala colloqui del carcere palermitano di Pagliarelli. Quel “conto economico” è probabilmente un riferimento ad affari di droga. Colletti era però prossimo alla scarcerazione, l’avvocato Del Giudice non si scoraggiava, assicurava che avrebbe comunque portato a destinazione l’incarico. “Perché se lo vedo fuori – diceva – glielo dico fuori”.

Parole che hanno fatto scattare un’iscrizione nel registro degli indagati per il penalista palermitano, per la gravissima ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Ora, – scrive sempre La Repubblica – Formoso è nuovamente in carcere. L’ultimo blitz eseguito dai finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria, del nucleo di polizia economico-finanziaria e dai carabinieri di Bagheria ha delineato la rete dei contatti e degli affari del boss. Sono, invece, in libertà Colletti e Sorrentino detto lo “studentino”, scarcerati eccellenti dell’ultima stagione giudiziaria, anche loro mafiosi manager.

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