Vaccini causa di autismo? La Corte d’Appello dice no: ribaltato il verdetto del 2014

E' accaduto a Saleno: la vicenda è relativa alla causa intentata dall'amministratore di sostegno di un bimbo

Salerno - Vaccini e sindrome autistica: non esiste la certezza di un nesso causale. E' la conclusione della Corte di appello di Salerno, sezione del l

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Salerno – Vaccini e sindrome autistica: non esiste la certezza di un nesso causale. E’ la conclusione della Corte di appello di Salerno, sezione del lavoro, che in una sentenza del maggio scorso ha ribaltato il giudizio di primo grado, accogliendo il ricorso del ministero della Salute. La vicenda è quella relativa alla causa intentata dall’amministratore di sostegno di un bimbo, il quale aveva chiesto al Tribunale di Salerno il riconoscimento dei benefici di legge a seguito dei danni ritenuti derivanti al bambino dalle vaccinazioni obbligatorie. In primo grado, nel 2014, il giudice stabilì che potesse considerarsi accertata, oltre ogni ragionevole dubbio, la presenza del nesso di causalità tra la somministrazione dei vaccini in questione e la patologia “Disturbo generalizzato di sviluppo, variante autistica”, di cui il bambino era risultato affetto. Di qui la condanna del ministero della Salute e della Regione Campania ”a corrispondere le prestazioni di legge, oltre accessori, con le conseguenti statuizioni in ordine alle spese di lite”, come ricorda la Corte di appello di Salerno. Il ministero della Salute ha poi presentato appello, ritenuto ora “fondato” dalla Corte che lo ha accolto. Per giungere a una corretta soluzione del caso, la Corte ha disposto nuove indagini peritali. “Il Collegio – si legge nella sentenza – ritiene di dover aderire, per la mole dei riferimenti scientifici proposti e per l’assenza di valide argomentazioni di segno contrario, alla soluzione prospettata dal Ctu (Consulente tecnico d’ufficio) Michele Lupo in merito alla inconsistenza delle tesi che sostengono l’esistenza di un presunto nesso causale tra vaccini ed autismo. Ne consegue, sempre in linea generale, che la tesi, in forza della quale nei casi dubbi si potrebbe esprimere un parere favorevole alla concessione delle provvidenze ex legge 210/1992, non sarebbe fondata su un giudizio di certezza o almeno di probabilità, ma su una ipotesi meramente teorica e non dimostrabile”. 

In definitiva “deve accogliersi l’appello proposto dal ministero della Salute”, conclude la Corte di appello di Salerno nella sentenza. Le spese, comprese quelle di consulenza, “sono interamente compensate tra le parti in considerazione delle incertezze e degli obiettivi contrasti registratisi sulla questione”.

lafortezza

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