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Comprendere i processi cellulari e anche le epidemie attraverso la matematica. L’innovativo progetto di ricerca è firmato dal napoletano Giovanni Pugliese Carratelli e sta collezionando riconoscimenti nel Regno Unito. L’ultimo è “Italy Made Me 2025”, assegnato dall’Ambasciata italiana in Gran Bretagna. Pugliese Carratelli è tra i sette ricercatori su 31 candidati selezionati dal Consiglio Scientifico della rappresentanza diplomatica. “Limiti fondamentali della varianza e del feedback nei sistemi biologici stocastici” è il titolo del lavoro premiato.

La mia ricerca – spiega lo studioso – si occupa di utilizzare la matematica per capire la variabilità a livello molecolare e per controllare alcuni processi biologici. In particolare mi sono focalizzato su due cose”. Una è “capire la trasmissione dell’informazione dall’esterno delle cellule fino al nucleo – racconta -. Quantificarla con precisione aiuta a capire come le cellule prendono decisioni e come le pressioni evolutive portano i circuiti biologici a configurarsi in un certo modo”. Secondo Il ricercatore, “quantificare analiticamente e con elevata precisione la variabilità a livello molecolare è un problema abbastanza difficile”.

L’altro ambito della ricerca “riguarda i processi di infezione, come ad esempio le epidemie o il controllo dei batteriofagi – aggiunge Pugliese Carratelli – La mia ricerca fa vedere che in alcuni casi ci sono aspetti controintuitivi. Si tende a credere che il feedback – cioè l’idea che più aumentano le infezioni, più si debba intervenire in modo reattivo – sia sempre la strategia migliore. In alcuni casi pero’ misure costanti, non adattive, possono garantire un controllo piu’ efficiente dell’epidemia. È un limite fondamentale del feedback per il controllo delle infezioni che pero’ spesso viene ignorato”.

Per il ricercatore, queste considerazioni “si riflettono anche sulle politiche sanitarie adottate durante il Covid e nelle influenze stagionali: ci sono fasi dell’evoluzione della malattia in cui la stabilità delle misure, unita a una stima accurata dei parametri epidemiologici, avrebbe potuto funzionare meglio di continui aggiustamenti”.

Originario del Vomero, padre partenopeo e madre Anglo-Irlandese, Pugliese Carratelli si è diplomato al Convitto Nazionale di piazza Dante. Poi la laurea in Ingegneria dell’Automazione alla Federico II, prima di spiccare il volo per il dottorato a Cambridge. “L’ho finito durante il corso dell’anno scorso – afferma – e dopo il dottorato ho poi vinto alcuni premi: uno l’ho vinto con il Dipartimento di Matematica qui a Cambridge, anche se io sono del dipartimento di ingegneria, e questo secondo invece l’ho vinto con l’Ambasciata”.

All’ateneo federiciano è stato allievo di Sabato Manfredi, Raffaele Iervolino, Mario Di Bernardo e Bruno Siciliano. Oltre agli studi di ingegneria, con il celebre Siciliano condivide un’altra grande passione. “Il tifo sfegatato per il Napoli” ci tiene a evidenziare Pugliese Carratelli.