Tempo di lettura: 3 minuti

Nella campagna elettorale per le Regionali in Campania non c’è solo lo scontro tra opposti candidati, ma anche un duello tutto interno nel Campo Largo. Quello tra i due principali antagonisti vivrà domani, 18 novembre, un momento cruciale. Gaetano Manfredi infatti ‘sfiderà’ Vincenzo De Luca in casa sua. Due appuntamenti in agenda, per il sindaco di Napoli e vero “king maker” del candidato presidente Roberto Fico. Il primo alle ore 18.30, al teatro Pasolini di Salerno. Nelle vesti di presidente Anci, Manfredi discuterà di un nuovo assetto territoriale della Regione Campania. La visione contempla il rilancio del ruolo dei Comuni, sviluppando un rapporto tra Napoli e Salerno fondato sulla complementarietà e l’integrazione. Con Manfredi sarà sul palco Federico Conte, candidato del Pd al Consiglio regionale, area Schlein. Alle 20.30 Manfredi è atteso a Capaccio Scalo, presso lo Scalo 28. Lì incontrerà i candidati salernitani della lista “Fico Presidente”. Titolo dell’evento: “Verso la Campania dell’innovazione e delle aree interne”. Previsto l’intervento di esponenti dell’imprenditoria e e del mondo politico.

Facile immaginare cosa ne pensi De Luca. Proprio venerdì scorso, il governatore ha attaccato Manfredi, col quale da lungo tempo è sceso il gelo. Bordate, tra l’altro, calibrate sulle tappe elettorali. “Mi capita di ascoltare stupidaggini vere e proprie e – ha tuonato nella diretta social – di vedere il sindaco di Napoli andare in giro, perché ormai sta girando come la Madonna Pellegrina da mesi, interessandosi della Regione anziché pensare a fare il sindaco. A Napoli faccio fatica a vedere una pattuglia di vigili urbani nelle strade più ingolfate. Passo la mattina a via De Gasperi: nessuno”. Tra le spine del rapporto De Luca-Manfredi c’è la vicenda dei fondi per Bagnoli. “Con una grande faccia di bronzo (Manfredi, ndr) va a parlare di aree interne, dopo che la Regione – ha sostenuto il governatore – è stata derubata di un miliardo e duecento milioni di euro, a favore di Bagnoli. Bisognava invece fare una battaglia comune per fare arrivare i soldi a Bagnoli, ma intendo i soldi del Ministero, non i soldi sottratti alla Campania, cioè ai Comuni della Campania e soprattutto a quelli dell’area interna”.

Il tema non è una novità, nell’aneddotica deluchiana. Il presidente uscente della Regione si era già infuriato nell’estate 2024. A luglio dell’anno scorso, si firmava il protocollo d’intesa su Bagnoli tra la premier Meloni e il sindaco-commissario Manfredi.Ci vuole veramente una faccia di bronzo per parlare di aree interne o andare in giro nel resto della Regione”, ha rincarato De Luca venerdì. All’ultimo affondo del governatore, non si registrano risposte del sindaco di Napoli. Ma l’anno scorso, sull’argomento Manfredi ha replicato a De Luca: ”Il mio obiettivo è difendere la città. Bagnoli serve a Napoli e Napoli è in Campania”. Chissà se lo ripeterà domani, nel feudo di De Luca.