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Sono diventante definitive le condanne all’ergastolo inflitte a Francesco Napolitano e Michele Olimpio, elementi di vertice del clan Mallardo, ritenuti colpevoli, il primo in qualità di mandante, il secondo di killer, dell’omicidio di Mario Di Lorenzo, ucciso a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, il 12 ottobre 1996.    
 
L’indagine che ha portato sotto processo i due condannati (entrambi detenuti) è stata condotta dalla Direzione investigativa antimafia di Napoli (coordinata dal primo dirigente della Polizia di Stato Antonio Galante) i cui agenti hanno notificato a entrambi l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale di Napoli dopo la sentenza con la quale la Cassazione, lo scorso 17 settembre, ha confermato il “fine pena mai” deciso il 3 novembre 2025 dalla Corte di Assise di Appello di Napoli.    Durante le indagini della Dia di Napoli, risalenti agli anni 2018 e 2019, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (la cosiddetta “Operazione Babele”), era emerso che Napolitano, nel 1996, reggente pro tempore del clan Mallardo, aveva deciso l’uccisione di Di Lorenzo colpevole di avere reiteratamente violato le “regole” dell’organizzazione camorristica componente, tra l’altro, della federeazione mafiosa chiamata Alleanza di Secondigliano.   
 
La vittima (passato nel clan Mallardo dalle fila dell’avverso clan “dei piripicci”) aveva rivolto richieste estorsive ai piccoli imprenditori di Giugliano in Campania malgrado il diniego del reggente minando così la credibilità dell’organizzazione e dei suoi vertici.