Tempo di lettura: 2 minuti
Figurano anche due ex giudici tributari tra le cinque persone a cui la Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti della Campania contesta un danno erariale da quasi 13,7 milioni di euro, ritenuti frutto di una serie di corruzioni commesse, viene sostenuto, per condizionare le sentenze della Commissione tributaria regionale di Salerno.
    
Oltre ai due ex giudici gli inviti a dedurre emessi dai vice procuratori Gianluca Bragò e Davide Vitale (procuratore regionale Giacinto Dammicco) e notificati dal nucleo di polizia economica finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno, riguardano anche due ex funzionari della Commissione Tributaria Sezione di Salerno e un ex libero/professionista.
    
Per due destinatari degli inviti a dedurre è stato anche disposto un sequestro conservativo di beni mobili, immobili e crediti per un ammontare equivalente al danno erariale calcolato.
    
Gli accertamenti contabili sono scaturiti dalle risultanze delle indagini della stessa polizia giudiziaria, ma coordinati dalla Procura di Salerno, risalenti al 2019 dai quali, viene sottolineato in un comunicato, sono emersi “gravi e sistemici episodi corruttivi” commessi “da alcuni funzionari e giudici della Commissione Regionale Tributaria della Campania, sezione staccata di Salerno, volti a ‘pilotare’ illecitamente, a beneficio degli interessati, sentenze riguardanti contenziosi fiscali, già favorevoli in primo grado all’Erario, con il pregiudizievole risultato finale di annullare rilevanti avvisi d’accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate, competente per territorio, nei confronti di altresì noti imprenditori territoriali oggetto del controllo”.
     
Gli inquirenti hanno individuato tre distinte tipologie di danno erariale determinato “dall’illegittimo annullamento degli atti impositivi impugnati (in secondo grado) con esito favorevole, oltre che un danno all’immagine e un danno da disservizio” quantificato, complessivamente, in 13,7 milioni di euro”.