Ben 76 i candidati in corsa nella circoscrizione di Avellino per tentare di raggiungere un posto da consigliere regionale della Campania.
Alla fine, come noto, l’hanno spuntata Maurizio Petracca ( Pd), Enzo Alaia ( Casa Riformista), Livio Petitto ( Forza Italia) ed Ettore Zecchino ( Fratelli d’Italia).
C’è, però ,chi continua a sperare che la partita personale non è chiusa, come il caso di Gianluca Festa, capolista in Irpinia della lista del Presidente Cirielli che è convinto che nel riconteggio delle schede della provincia di Benevento, possa spuntarla su Zecchino dal quale lo dividono solo una trentina di voti.
C’è poi Anna Nazzaro, candidata nel listino Pd che, già a spoglio in corso lunedì sera, fece sparare fuochi d’artificio nella sua Atripalda, non è chiaro se perchè in quella fase sperasse nell’elezione, o piuttosto se per effetto delle 25mila preferenze del capolista dem Petracca che punta ad un posto da assessore nella giunta Fico, entrerebbe in Consiglio Regionale.
Ad ogni in modo i voti ottenuti dalla Nazzaro sono 7.422, poi 3.801 per Laura Cervinaro e 3.541 per Antonio Gengaro, gli altri candidati nell lista Pd.
C’è poi chi, anche con un buon bacino di voti, per effetto della legge elettorale e dei voti complessivi raggiunti in tutte le circoscrizioni campane nella lista di appartenenza, non è comunque riuscito ad essere eletto consigliere.
E’ il caso dell’uscente Vincenzo Ciampi, capolista M5S, che con 3.129, più del doppio di quelle ottenute 5 anni fa resta comunque fuori.“Ci sono risultati che non si misurano solo con i numeri, ma con il valore che portano dentro- il commento di Ciampi- Le 3.129 preferenze che mi avete accordato, prima posizione nella lista e un consenso raddoppiato rispetto alla volta precedente, sono per me un segno profondo di fiducia, di vicinanza, di stima reciproca. Non ho ottenuto la riconferma in Consiglio Regionale, ma porto con me la consapevolezza di aver costruito, insieme a voi, un percorso autentico, fatto di ascolto, coerenza e impegno quotidiano. Ogni voto è stato un incontro, una storia, un incoraggiamento.
È questo che mi spinge ad andare avanti: il legame con la mia terra, l’Irpinia, e con le persone che credono nella buona politica, quella che non smette mai di mettersi al servizio. A tutti voi, il mio grazie più sincero. È un risultato che mi onora e che considero un punto di partenza, non di arrivo. E permettetemi di fare un grande augurio al mio fraterno amico Roberto Fico che saprà dare un ulteriore slancio all’azione di Governo con grande attenzione anche alle problematiche delle nostre zone, spesso, troppo spesso, dimenticate.”
Fuori anche i candidati della lista “A Testa Alta“, direttamente collegata” al Governatore uscente Vincenzo De Luca, nonostantre le 6.200 di Antonello Cerrato e le 3.270 di Pino Rosato.
Cerrato non nasconde la delusione: “Poche parole, al riparo da ogni retorica. Non mi nascondo, la delusione è tanta perché “A Testa Alta” ha sfiorato un seggio in Irpinia per una manciata di voti. Ci abbiamo creduto fino alla fine ma la perversione di questo meccanismo elettorale ha determinato il paradosso per il quale nella provincia dove si registra lo scarto più ampio tra Fico e Cirielli due seggi sono stati assegnati al centrosinistra e due al centrodestra. Un pareggio che mortifica la logica dei numeri, la sovranità popolare. Tant’è, queste sono le regole del gioco e probabilmente è mancato qualcosa.
In punto politico, tuttavia, abbiamo vinto. Perché ha vinto il centrosinistra, perché “A testa Alta” ha raggiunto sul piano regionale un risultato straordinario. E sì, ho vinto anch’io, perché le urne mi hanno restituito un’affermazione commovente, che mi riempie di gratitudine ma soprattutto di responsabilità. L’entusiasmo che mi ha accompagnato in queste settimane è stato incredibile, ho incrociato migliaia di sguardi in ogni angolo della provincia, ogni iniziativa si è tradotta in un intenso abbraccio di speranze, di calore, di fiducia. Ad ogno modo è maturo il tempo della rigenerazione del Pd in provincia di Avellino attorno alla leadership del mio amico Maurizio Petracca a cui rinnovo anche in questa sede i complimenti e il mio più sincero in bocca al lupo. Una rigenerazione che deve tradursi nell’emergere di una nuova classe dirigente, nella riscoperta del valore del confronto vero, sui contenuti e non sulle persone, a partire dal congresso provinciale, passaggio determinante che dovrà aprire una stagione nuova, all’insegna della solidarietà, del merito, del radicamento. Io ci sono e ci sarò, noi ci siamo e ci saremo. Per il Pd, per l’Irpinia.E Rosato aggiunge: “Le elezioni Regionali si sono concluse e, anche se il risultato non è stato quello sperato, voglio ringraziare profondamente tutte le persone che mi hanno dato fiducia, che mi hanno sostenuto, che hanno creduto nel mio percorso e nei valori che ho portato avanti. Il vostro sostegno – ogni voto, ogni messaggio, ogni stretta di mano – per me ha significato tantissimo. Continuerò a lavorare sul territorio, ad ascoltare e a impegnarmi per ciò in cui credo, come sempre. Grazie di cuore”.
Per “Casa Riformista” come prevedibile l’uscente Enzo Alaia sbaraglia tutti con 19.396 preferenze ,dietro di lui Stefania Di Nardo con 4.601 e Franco Di Cecilia con 3.022 che commenta: “Oltre 3000 voti non sono bastati per l’elezione, ma sono sufficienti per ritenermi soddisfatto, pure considerando che tanti sono scaturiti dalla stima e dall’affetto rivolti alla mia persona. Di questo sono fiero e ringrazio uno ad uno i miei elettori. Il sodalizio non si scioglie, anzi prende ulteriore vigore da questo risultato. AVANTI TUTTA, quindi, con Enzo Alaia, autentico trionfatore, e con Casa Riformista! Li ringrazio per l’opportunità offertami e sono orgoglioso di aver dato loro il mio contributo elettorale e di credibilità personale”.
In casa centrodestra, si ritiene soddisfatta Laura Nargi, candidata con Forza Italia e seconda in lista con 5.545. “Il risultato straordinario che abbiamo ottenuto è una vittoria costruita insieme, passo dopo passo, con fiducia, presenza e partecipazione. Abbiamo espresso una forza reale, una comunità unita, e oggi possiamo dire con orgoglio che il nostro gruppo avrà un rappresentante in Consiglio Regionale: Livio Petitto. Un traguardo importante, che dà voce al nostro territorio e testimonia la solidità del lavoro fatto.
In casa Fratelli d’Italia nettamente deluso Franco Mazzariello che con 2.816 voti arriva dietro Zecchino (3.737) ma soprattutto sperava in un risultato personale diverso
Magri risolato per la Lega: il capolista Sabino Morano si ferma a 1.565, la professoressa Maria Sabina Galasso lo supera per effetto di 1.878 voti, quindi Franco Rauseo con 842 e Linda Caporaso con 587.




















